Chrysler Grand Voyager – Test Drive
TEST DRIVE - Chrysler
Nelle file posteriore invece, attira l’attenzione una plancia sul tettino, di evidente ispirazione aeronautica, che oltre a fornire luci e lucine per leggere o fare salotto, dispone anche di vani portaoggetti e di altri 2 monitor LCD a scomparsa, corredati da telecomando e cuffie wi-fi, per permettere a chi viaggia di vedersi un film o di giocare alla playstation, collegabile a delle prese RCA poste sul montante del portellone. Si comincia quindi a delineare il perché della definizione Stress-Free: non solo è infatti possibile durante il viaggio regolarsi autonomamente l’aria condizionata, ma anche mettersi a fare attività ludiche senza distrarre o stressare, appunto, il conducente.
E’ poi possibile girare i sedili della seconda fila e far “emergere” un tavolino che rende il retro dell’abitacolo del Grand Voyager un vero salotto semovente.
I sedili posteriori ad esempio. Molte case automobilistiche fanno vedere come sia facile smontare o ripiegare i loro sedili per far diventare un salotto la macchina, alla Chrysler sono andati oltre: mentre quelli della seconda fila spariscono letteralmente in una botola nel pavimento della macchina in 2 movimenti, per la terza fila di sedili è ancora più semplice: si spinge un bottone e questa si ripiega da sola e sparisce.
Neanche a dirlo il portabagagli è enorme, con i suoi 600 litri, ma diventa gargantuesco se si levano tutti i sedili e si arriva alla cifra di 3300 litri di spazio di carico, senza contare che già se si sommano i tantissimi vani e cassettini disseminati un po’ ovunque si ottengono altri 260 litri di spazio, l’equivalente del portabagagli di una normale city car.