Strana...ma riuscita!
Appena partiti sulla Cross Bones, le prime sensazioni mettono a disagio: la forcella Springer rende al guidatore delle sensazioni strane, difficili da interpretare anche a causa della tendenza a non affondare durante la prima parte della frenata. Ma basta davvero poco per abituarsi e cominciare a farla dondolare fra una curva e l'altra con le terga accomodate sui molloni della sella “Old style”. Il Twin Cam da 1.584 cc spinge in modo corposo ed è difficile metterlo in crisi anche aprendo completamente la manetta dai bassi regimi: il grosso bicilindrico borbotta pochi attimi e poi comincia ad erogare la potenza in modo fluido e costante. Non ha senso strizzare la manopola a lungo, la coppia è molto bassa quindi si possono snocciolare le 6 marce una dopo l'altra. Non sempre preciso il cambio ma abbastanza morbido negli innesti. Quando cominciano le curve, la Cross Bones si lascia maneggiare con facilità ma appena si scende un po' di più le pedane grattano rumorosamente l'asfalto tanto che – le prime volte – spaventa un po' anche per le vibrazioni improvvise che trasmettono ai piedi del pilota. Dopo poco, comunque, diventa quasi un divertimento e un vezzo da “rebellious biker”, perfettamente in stile con la Cross Bones. Peccato per il freno anteriore che – con un solo disco – meriterebbe un po' di mordente in più specialmente accoppiato al posteriore che tende a bloccare.
Complessivamente, dimostra un equilibrio raro, nonostante le tante specificità riunite insieme che comunque le donano un carattere che difficilmente si trova in altre moto di serie. 19.700 euro non sono pochi – anche se in linea con il listino Harley – ma danno la possibilità di avere una moto unica capace di distinguersi dal mucchio.