Dopo la costituzione della Pininfarina (allora Pinin Farina), che inizia l’attività nel Giugno 1930, Revelli stabilisce con l’atelier torinese un durevole rapporto privilegiato.
Negli anni Trenta condurrà le Carrozzerie Viotti e Bertone a produrre, in piccola serie, versioni speciali basate su autotelai Fiat. Dal 1929, infatti, è consulente al massimo livello di Fiat Carrozzerie Speciali. Dalla seconda metà del 1932, svolge una ricerca che è tra le sue attività quasi segrete: propone a Fiat numerose soluzioni rivoluzionarie per vetture monovolume che non saranno realizzate neppure a livello di prototipo, ma che creeranno quella sedimentazione culturale, grazie alla quale, ventisei anni dopo, la Casa torinese farà innovazione producendo la 600 Multipla.
Tornando alla metà degli anni Trenta, fece sensazione la berlina di serie Fiat 1500 del 1935, una vettura con un frontale così innovativo e aerodinamico che non avrebbe mai visto la luce se egli non avesse goduto di un rapporto fiduciario e di un dialogo diretto con Giovanni Agnelli.
Dopo la guerra e un periodo di prigionia politica riprende la collaborazione con la Pinin Farina, con Fiat (1948-1951) e poi con Cansa e Simca. Eccezionalmente sensibile al tema della comunicazione divulgativa, sul finire del 1977 indusse l’A.N.F.I.A. a organizzare la grande Mostra Carrozzeria Italiana – Cultura e Progetto: risale a quel periodo il rapporto maestro-allievo che si instaurò con Tito Anselmi, allora incaricato dell’ordinamento.