Nuova BMW M3 - Test Drive
TEST DRIVE - BMW
La vettura si muove senza strappi o sussulti e il dosaggio del gas è pressoché perfetto. Questo anche perché, in questa fase, lavora un particolare programma che regola il minimo del motore in funzione del movimento della vettura, appena la frizione della prima è stata innestata. Il passaggio alla seconda lo si intuisce solamente osservando il contagiri e il display sotto di esso che declina una grande “D” e il numero 2: “drive (automatico) in seconda marcia”. Una volta arrivati alla prima curva, appena si comincia ad intervenire sul freno, le marce sono ripassate al contrario con delle scalate via, via più veloci man mano che aumenta la velocità con cui si affronta il circuito.
Al punto che cominciano a sentirsi le famose “doppiette” in scalata a simulare il “punta tacco”, quando la decelerazione comincia a raggiungere valori importanti per la stabilità della vettura. A fianco del volante ci sono le “palette” di gestione in manuale dello stesso, che può essere comandato anche agendo sulla leva nella consolle centrale. Si tratta tutti di contatti elettrici, non ci sono veri e propri movimenti meccanici da fare, ma solamente l’inserimento di interruttori elettronici. Anche con il cambio in “D” si possono usare le palette o la leva, cambiare cioè manualmente, nel qual caso l’elettronica di gestione del cambio provvede per alcuni secondi a mantenere in manuale la gestione, per poi ritornare in automatico nel momento in cui non si agisce più su palette o leva.
In questa configurazione automatica quello che stupisce di più di questo cambio è la precisione e la dolcezza con cui lavora, si gestiscono i quattrocento e passa cavalli del V8 BMW come se niente fosse. La guida è fluida e molto confortevole, anche se la pista è decisamente scivolosa.