Suzuki Sixteen 125/150 - Test Ride
TEST RIDE - Suzuki
Street style La campagna pubblicitaria spagnola, che vede protagonisti Fonsi Nieto e la notevole fidanzata, mira dritto all'aspetto “stiloso” di Sixteen. La carrozzeria nasce infatti per appagare l'occhio esigente del cliente europeo, italiano in particolare: il frontale ha qualche richiamo alla famiglia sportiva GSX-R, specie nell'ampio gruppo ottico e nella vistosa presa d'aria, mentre il codino punta deciso verso l'alto ed integra un gradevole (quanto pratico) maniglione. Un piccolo neo è rappresentato dal voluminoso terminale di scarico, che sporge rispetto alla sagoma dello scooter e potrebbe divenire un impaccio nei frequenti zig-zag cittadini.
La strumentazione è semplice ma completa, con tre indicatori a delucidare su velocità, temperatura e livello carburante. Un terzo schermo digitale visualizza, all'avvio, i chilometri rimanenti prima del cambio olio, per poi attestarsi sulle funzioni orologio-contachilometri parziale. Buona la visibilità, anche se non stonerebbe un design più coraggioso.
Centometrista Alla prova dei fatti, Suzuki Sixteen si fa subito apprezzare per l'ampia disponibilità di spazio, e per la sella relativamente bassa (800 mm) che fa toccare terra con facilità.Lo scatto, con entrambe le motorizzazioni, è bello pimpante: si raggiungono con estrema facilità i 70 orari, velocità più che sufficiente negli spostamenti urbani, mentre “in alto” le due motorizzazioni sembrano avere un pò il fiato corto. Poco male, Sixteen nasce per un uso prevalentemente cittadino, fatti di scatti al semaforo e ripartenze frequenti, cosa che riesce molto bene come già detto sia per la vivacità dei propulsori che per la taratura della trasmissione.
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