Moto Guzzi V7 Classic - Test Ride
TEST RIDE - Moto Guzzi
La leva del freno (anch’essa rigorosamente non regolabile) trasmette l’impulso al disco flottante da 320 mm posto all’anteriore, mentre il pedale comanda il disco da 260 al posteriore: la frenata risulta non violenta o potenzialmente a rischio di essere catapultati in avanti, ma abbastanza potente per i 50 cavalli del mezzo che sono quindi tenuti perfettamente sotto controllo. Le testate sporgenti non saranno la massima comodità per i piloti più alti, ma almeno terranno le giunture calde negli umidi inverni, mentre il cambio è l’elemento che più ci dà da fare. Non ci si deve aspettare una cambiata robotica: poca pressione e, zac, entra la marcia corretta, qui bisogna essere guzzisti vecchio stampo e trattare il cambio con decisione e ruvidezza, se non si vuole rischiare che ci risputi fuori la marcia inserita.
Nel traffico di Milano, forse non ideale per provarla, ma talmente difficile da rappresentare il test più duro per questo mezzo pensato invece per scampagnate e passeggiate, la V7 si comporta bene, svicola, accelera decisa ai semafori e frena con sufficiente sicurezza, come abbiamo già detto. Che moto è, in definitiva? Secondo noi è la moto perfetta per chi ama godersi i panorami primaverili, per chi dopo il lavoro vuole andare a farsi un aperitivo ed apparire come un biker old style, per chi magari è alle prime armi e ancora non ha confidenza con la filosofia Guzzi. Non è una moto da piegare al vostro volere, ma una moto che vi svezzerà e vi farà capire perché i motociclisti degli anni ’70 fossero considerati dei veri duri, la si deve guidare con decisione per avere del vero divertimento o rilassarsi per essere tranquillamente portati a spasso.