Gli interni sono molto simili a quanto proposto nel precedente modello, con una plancia ed un quadro strumenti chiaramente ispirati al passato. La sensazione è quella di grande solidità ed anche le tolleranze di assemblaggio – la vettura è costruita a Pomigliano d’Arco – sono notevolmente diminuite rispetto al passato e perfettamente in linea con la migliore produzione automobilistica tedesca.
Dotazione di accessori a parte, comunque molto ampia, la nuova Alfa 147 è migliorata anche in tema di rivestimenti – abbinamenti cromatici e qualità - mentre sotto il profilo “pelle” la precedente generazione era già da riferimento.
La posizione di guida è da Alfa Romeo. Ci si sente avvolti in uno “solido abbraccio”, grazie ad un sedile molto profilato, una plancia molto voluminosa ed un volante che si muove in ogni direzione per mettere agevolare il pilota nella ricerca della migliore posizione di guida.
Tutto ok per chi siede davanti, mentre chi siede dietro può ritrovarsi a fare i conti con lo spazio se pilota o passeggero sono di alta statura. Lo spazio nel bagagliaio, infine, non è un riferimento per la categoria, ma è ben sfruttabile ed in linea con le esigenze della clientela “tipo” di questa vettura.
Il benzina 2.0 litri Twin Spark, abbinato al cambio Selespeed, completamente rivisto nell’interfaccia utente rappresenta il “non plus ultra” per il popolo alfista DOC, e bastano pochissimi metri per capirne il motivo. Coppia e potenza, vengono fuori con una progressione ed una elasticità davvero notevole, abbinate ad un sound rauco e “tranquillo” sino ai 4.000 giri…che si trasforma in un vero e proprio ruggito – anche se un po’ troppo presente - se si insiste con il piede destro e si porta l’ago del contagiri in zona 7.000…
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