Land Rover Discovery 3 – Long Test
Imponenza british, tenuta da suv purosangue …
Geometrie pulite Torniamo a riparlare di questa terza generazione del Discovery perché abbiamo avuto di nuovo l’opportunità di testarla, questa volta con un long test drive. Dal punto di vista estetico non abbiamo molto da aggiungere rispetto a quanto detto precedentemente, ci sentiamo soltanto di ricordare quanto sia pulita la linea di questo grande SUV, caratterizzata da un design semplice, funzionale rispetto alla natura intrinseca di Discovery, dove risalta il peculiare tetto rialzato, marchio distintivo di questo modello. Caratteristico anche il disegno asimmetrico del portellone posteriore, che snellito dalla mancanza della ruota di scorta diventa molto funzionale con una modularità che invita all’utilizzo.
Saliti -e mai come in questo caso si tratta di “salire”- a bordo, l’abitacolo si offre in tutta la sua spaziosità, un ambiente ultra comodo, dove la vivibilità assurge ad elemento chiave ed il comfort acquisisce una dimensione unica. La posizione di guida è estremamente rialzata e permette di dominare la strada, mentre quella dei passeggeri (7 i posti utilizzabili da persone adulte, compreso il guidatore) è “gradinata”, in grado quindi di offrire visuali panoramiche diverse a seconda della fila ove ci si accomoda. La modularità dei sedili è ottima, per esempio il sedile posteriore centrale si può trasformare in tavolino condivisibile dai vari passeggeri. Grazie allo sky trasparente, la luminosità è ottimale ed unita alla possibilità per ogni passeggero di direzionarsi l’aria condizionata, si ottiene un comfort interno apprezzabile da ogni postazione. Il volante multifunzione è un supporto completo e facile da usare, mentre il navigatore visualizzabile su schermo a 7’’ è preciso ed immediato.
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