Un concetto, un’essenza La Zagato stessa parla di “coerenza funzionalista”, quando intende descrivere l’essenza dell’evoluzione della propria opera. Si è utilizzato il termine “opera” non a caso, non per esaltare particolarmente un lavoro di abile ingegneria industriale, ma proprio per ricordare che le creature di questo atelier italiano sono progetti singoli, unici, artigianali non industriali, che non risaltano per cromature, fregi, trapuntature o abbinamenti cromatici, bensì per un’eleganza sportiva essenziale, con forme semplici e massima attenzione ai volumi.
Le vetture Zagato hanno una quotazione collezionistica da brivido proprio per quanto appena detto, oltre che per l’ampio utilizzo dell’alluminio e, naturalmente, per le tirature limitate tipiche dell’Atelier. Il procedimento che porta alla nascita di un prodotto Zagato parte dalla matita dei designer, viene sviluppato secondo avanzati processi di renderizzazione, realtà virtuale e fresatura a controllo numerico, per poi essere realizzato tramite battitura e finitura a mano da battilastra esperti. Carrozzeria leggera, linee filanti, interni semplici ma molto eleganti sono l’essenza anche di quest’ultimo progetto targato Zagato, il quale, ci sembra giusto sottolinearlo, partiva già da una creatura splendida, una Ferrari senza tempo, la splendida 575M.
Presentazione ufficiale Nel lontano 1956, la magnifica 250GTZ si presentò al mondo attraverso i più importanti concorsi d’eleganza; oggi la 575 GTZ, sua neoerede grazie ai desideri del collezionista giapponese, viene presentata in anteprima mondiale al Concorso d’Eleganza Villa d’Este a Cernobbio . Il luogo prescelto, dunque, è la splendida Villa D’Este, sontuosa residenza antica affacciata sul lago di Como, un ambiente senza tempo, dal fascino infinito, ove la Ferrari 575 GTZ del fortunato Mr. Hayashi si fonde alla perfezione, adagiandovisi come una piuma spinta lì dal soffio di vento scaturito dalle nari di una divinità a noi umani sconosciuta… « Indietro