In un periodo denso di nubi per quanto riguarda inquinamento ed autonomia energetica, sembra quasi assurdo rinviare gli interventi di tutela in questo senso. Eppure è successo: l'obbligo per i produttori di introdurre almeno l'1 % di biocarburante è slittato dal 1 luglio 2006 al 1 gennaio 2007, anche se l'obbligo scatterà realmente dal 1 gennaio 2008 e si avrà tempo fino a dicembre 2008 per adeguarsi. Una decisione discutibile, poco mitigata dall'incremento della percentuale da 1 a 2,5 %: il problema ambientale legato alla mobilità non è una chimera od un invenzione di qualche scienziato depresso. Altrimenti non ci sarebbe bisogno di targhe alterne o domeniche a piedi...
Una faccenda gestita “all'italiana”, cioè male, sopratutto in quanto a tempismo. Molti paesi europei adottano già da tempo i biocarburanti per autotrazione, con risultati lusinghieri e nessuna controindicazione per l'acquirente. Germania, Svezia Spagna e Polonia, ad esempio, si sono adeguati alle direttive europee in materia già dal 2004.
Viene spontaneo ricercare le motivazioni di questa decisione, poco coerente anche con la politica di difesa ambientale promossa dall'attuale governo. Il dubbio è che, ancora una volta, il buonsenso sia stato accantonato sotto le pressioni di una categoria, quella dei produttori di carburante, alla quale non manca certo il potere politico ed economico. L'alibi delle “tempistiche di adeguamento e programmazione industriale” appare quantomai debole. Infomotori.com confida che costruttori ed istituzioni vogliano anticipare i tempi per il bene dei nostri polmoni e soprattutto dei nostri figli!