Audi R8 - Test Drive Report
A Las Vegas cominciano a tremare le GT di Stoccarda...
Anima felina Audi R8 monta un propulsore otto cilindri 4.2 litri benzina ad iniezione diretta FSI da 420 cavalli, con una coppia massima di 430 Nm disponibili a partire da 4500 fino a 6000 giri (il 90 % di questo valore è disponibile già nell’ampia gamma di regimi tra 3500 e 7600 giri). Le prestazioni garantiscono emozioni forti, pur senza frantumare inutili record: la R8 scatta da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi, per una velocità massima di 301 km/h.
La trasmissione è disponibile in due tipologie: cambio 6 marce manuale o Audi R Tronic sequenziale con comandi al volante, forse più in sintonia con una vettura come questa: impagabile il cambio marcia con i bilancieri per vivere appieno la sensazione di guida in pista. La tecnologia “shift by wire” consente di avere tempi di innesto molto brevi e un rapporto peso/potenza eccellente con, allo stesso tempo, dimensioni compatte del cambio. Rigida la configurazione di molle e ammortizzatori per favorire il massimo dinamismo possibile, ma senza dimenticare il comfort del pilota, soprattutto quando, in alternativa agli ammortizzatori a gas di serie, si opta per il sistema adattativo Audi magnetic ride. Audi R8 calza, di serie, cerchi da 18” a 6 razze (disponibili come optional anche i cerchi da 19”) e pneumatici nel formato 235/40 (anteriori) e fino a 285/35 (posteriori) per un grip a livello delle esigenti aspettative di chi compra una vettura di questo tipo.
Il guidatore al centro della scena L’architettura dell’abitacolo a due posti punta verso l’attore principale, il guidatore, avvolto da strumentazione e comandi verso un’ergonomia evoluta ed imprescindibile in una supercar di questo livello.






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