Audi R8 - Test Drive Report
A Las Vegas cominciano a tremare le GT di Stoccarda...
Ma torniamo alla “nostra” Audi R8. Prima le infinite speculazioni, le voci, i sussurri, poi le prime foto rubate, i segreti giri in pista a Nürburgring, i dati ufficiali della concept “Le Mans” ed infine il press release dettagliato, preciso, incontestabile: Audi R8 è una realtà, ordinabile già da novembre ed in consegna nel mercato europeo e americano nel mese di aprile 2007.
I vertici Audi dichiarano di considerare Audi R8 la punta di diamante sportiva del marchio, un’auto in grado di far rivivere il nome e i geni della cinque volte vincitrice di Le Mans. Design futurista, linea dirompente, motore centrale, 420 cavalli di potenza sfruttati appieno, un sogno, un’ulteriore spinta al vorace successo Audi degli ultimi anni: ai vertici dei quattro anelli va tutto il nostro rispetto!
Sensazioni visive Seguiteci senza esitazioni in un virtuale viaggio tattile lungo le forme di questa creatura metallica. Chiudiamo gli occhi e facciamo scivolare i sensibili polpastrelli del pensiero lungo la fiancata spigolosa per ritirare la mano, quasi di scatto, quando veniamo sorpresi dal convogliatore di flusso laterale e, dopo un attimo di stasi, esitanti, torniamo al contatto per seguire l’onda della bombatura del passaruota posteriore. Percepiamo fin da subito la massiccia prestanza del posteriore, un involucro di leghe metalliche che, come uno scrigno, contiene un prezioso tesoro: proprio dietro la cabina dell’abitacolo, centrale e impaziente, attende l’avvio l’otto cilindri a benzina.
Molto cattive le prese d’aria sezionate nel posteriore, due ampie occhiaie da animale arrabbiato sotto i fari a LED e sopra i denti aguzzi dei doppi scarichi cromati.
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