Volvo S80 D5 – Long Test Drive. Il simbolo dell’acciaio campeggia sulla tradizionale mascherina Volvo, solcato dalla altrettanto classica barretta cromata. Un frontale inconfondibile anche per la nuova ammiraglia S80, un lampo improvviso nel sobrio panorama della gamma svedese: Volvo S80 mira direttamente al vertice del segmento, da sempre appannaggio della “triade” tedesca a cui si uniscono la britannica Jaguar e la nostra Alfa Romeo.
Dopo la presentazione stampa in Svezia, ed il Test bolognese della aitante V8 4.4 a benzina, abbiamo guidato per un'accurata prova la nuova Volvo S80 D5 con cambio automatico. Una vera ammiraglia, che pecca nel confronto con le rivali solo per la potenza relativamente ridotta del propusore: questo sulla carta, perchè alla prova dei fatti le sorprese sono state più d'una.
Novità tecnologiche Giunta alla seconda generazione, Volvo S80 si presenta in una veste nuova, non tanto dal punto di vista estetico - ben legato alle linee guida della precedente versione -, quanto da quello tecnologico. Look comunque decisamente “ottimizzato”, con l’intento di scaldare maggiormente i cuori degli italiani sempre più sensibili al marchio Volvo, specie per la wagon V50 e la mastodontica XC90. S80 è la prima Volvo dotata dell’innovativo Adaptive Cruise Control, coadiuvato dal Collision Warning e dal Brake Support. In sostanza il sistema permette di mantenere la distanza impostata dal veicolo che precede, avvertendo con un segnale acustico il guidatore nel caso questa distanza venga valicata: contemporaneamente il sistema frenante viene “allertato” e impostato in maniera da reagire repentinamente ai segnali del pilota. Non mancano i fari Bi-Xenon adattivi, che indirizzano il fascio luminoso in direzione della curva da affrontare, alla pari di accessori più veniali come un impianto audio amplificato firmato Alpine e Dynaudio of Denmark.
Diesel in fila per cinque Il propulsore da noi testato è, come accennavamo, il potente D5 turbodiesel. Un motore che sfrutta soluzioni decisamente moderne, che “spremono” dai suoi 2.4 litri di cubatura ben 185 cavalli e 400 Nm di coppia a 2.000 giri, pur rientrando nelle severe normative Euro 4. Anche il consumo, stando almeno al dato dichiarato, mette in luce quanto fatto dai tecnici svedesi: 7.3 litri ogni 100 chilometri, ovvero circa 13.7 km/litro.
Il cambio è automatico a sei marce, di tipo tradizionale, quindi dotato di una ottima fluidità seppure i tempi di intervento e cambiata siano superiori rispetto ai sequenziali più raffinati. Anche le prestazioni vengono leggermente penalizzate, con 225 orari di picco massimo (contro 230) e mezzo secondo in più sullo 0-100 (9 secondi contro 8,5).

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