Il cambio paga lo scotto del funzionamento robotizzato, che sulle prime può sembrare poco fluido. In realtà è sufficente parzializzare il gas nel momento del cambio marcia per attutire di molto l'effetto “pendolo” dovuto allo stallo dello stacco frizione. Una volta presa la mano, la trasmissione si rivela comoda, ben tarata, con l'eccezione della modalità sportiva selezionabile tramite un pulsante, che si limita a ritardare il passaggio al rapporto superiore. Avremmo preferito una riduzione del tempo di cambiata, per un funzionamento veramente sportivo. Riassumendo, l'orchestra di Auris non vede spiccare nessun componente solista. Si tratta di un insieme affiatato e ben accordato, che difficilmente “stecca”, e che può risultare piacevole ad una larga fetta di pubblico. Magari gli smanettoni le imputeranno una scarsa verve, gli esteti vorrebbero una linea più aggressiva, ma si tratta di punti di vista troppo estremi. Quanto costa? Scorrendo il listino, si può notare un buon rapporto fra la dotazione di serie ed il prezzo. Toyota Auris 1.4 D-4D M-MT Sol, ad esempio, richiede un assegno da 18.800 euro, mentre la più potente Sol 2.0 D-4D si piazza a quota 20.250. Per il top della gamma diesel, il 2.2 da 177 cavalli, l'esborso massimo è di 23.650 euro.

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