Citroen C Zero e Berlingo First Electric - Innovativi, fuori dagli schemi, proiettati nel futuro: questi potrebbero essere gli aggettivi più facilmente attribuibili ai costruttori francesi di autoveicoli della Citroen. Dal momento che ultimamente non si può fare a meno di parlare di energie rinnovabili, di mobilità ecosostenibile e di soluzioni che anticipino l’inevitabile esaurimento delle scorte di petrolio, è interessante vedere come i più grandi produttori d’oltralpe intendano affrontare questo epocale cambiamento.
Jeanphilippe Imparato, direttore generale di Citroen Italia, ha così chiamato a rapporto la stampa specializzata per renderla partecipe di quanto stiano facendo, in tal senso, alla Citroen.

C’è da dire, innanzitutto, che la Citroen sono già almeno 15 anni che ha debuttato in questo campo, alcune macchine elettriche sono state fornite alla flotta delle poste francesi già nella metà degli anni ’90, cosa che conferisce loro, quindi, una profonda conoscenza del settore e che consente alla loro rete vendita di essere già a conoscenza delle specifiche esigenze del mercato elettrico. Il vero cambiamento operato da Citroen, in occasione dell’imminente passaggio da termico ad elettrico, sarà proprio il ruolo che andrà a rivestire, o meglio, riconsiderare la propria posizione per passare ad essere da produttori di beni a fornitori di servizi.

Secondo alcuni studi condotti proprio dalla casa francese, infatti, l’autovettura costituisce senza dubbio il mezzo più diffuso di spostamento indipendente, ma si è visto anche, il meno usato. Dalla casistica, infatti, si è evidenziato infatti che le automobili, nella maggior parte dei casi, non vengono usate a velocità superiori ai 130 km/h, non sono utilizzate, se non in minima parte, per spostamenti superiori ai 30 chilometri e passano ben il 92% del loro periodo di vita parcheggiate e non in circolazione. Cosa vuol dire tutto ciò? Vuol dire che a parte pochi automobilisti, la maggior parte usa una macchina per fare il tragitto casa-ufficio-casa, incolonnato nel traffico, o comunque vincolato dai limiti di velocità e dal codice della strada, e che la macchina rimane poi per la maggior parte del tempo un oggetto d’arredo urbano, più che un mezzo di locomozione.
Partendo da questo assunto, la “vera rivoluzione francese” dell’automobile, sarà produrre e fornire veicoli meno veloci, più comodi e studiati sulle esigenze degli automobilisti e che vengano venduti prevalentemente in leasing, con “pacchetti” di iniziative che soddisfino tutte le esigenze del cliente. Un po’ come per la tv digitale, voi chiamate la compagnia che vi fa stipulare un contratto di canone mensile che prevede l’installazione dell’antenna parabolica, il cablaggio e l’installazione del decoder utile a far funzionare il tutto; allo stesso modo Citroen, presumibilmente con la formula del leasing, darà le auto elettriche, fornirà i punti di ricarica anche a chi non vive in una villetta con box e consentirà così all’acquirente di spendere meno soldi in bollo, assicurazione, manutenzione e benzina.

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