Calano le morti sulle strade ma resta pressoché invariato il numero degli incidenti e dei feriti. E' questo in estrema sintesi ciò che si evince dal rapporto Aci-Istat 2009 sugli incidenti stradali in Italia presentato ieri a Roma. Rispetto al 2008, le vittime sulle strade che risultano dai verbali scendono a 4.203 (in calo del 10.3%) mentre restano pressoché stabili il numero dei sinistri (215.405, in calo dell'1,6%) e dei feriti (307.258, in discesa dell'1,1%).
Questa tendenza è certamente benaugurante anche se i numeri restano sempre impressionanti come ha commentato il Presidente della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale Sandro Salvati: “E’ un segnale positivo ma che non deve assolutamente farci abbassare la guardia. Anzi ci deve far capire in quali ambiti tutti dobbiamo fare di più, perché la battaglia per la tutela della vita e la riduzione degli incidenti stradali è ancora lontana dall’essere vinta”.
“La diminuzione dei morti è significativa e questo è un bene – continua il presidente Salvati– ma come è possibile dimenticare che ogni giorno sulle nostre strade perdono la vita 12 persone? Che i morti totali ogni anno sono pari a 18 terremoti in Abruzzo? Che questa mole incredibile di sinistri costano alla collettività 30 miliardi di euro, cioè 5-6 volte i disastri ecologici? A questo dobbiamo aggiungere un dramma nel dramma: che oltre un quarto delle vittime (il 26% circa) è rappresentato da giovani che avevano meno di 30 anni”.
“In un Paese che invecchia sempre come possiamo tollerare che i giovani siano distrutti da comportamenti demenziali alla guida? - è questa la domanda/denuncia che il numero uno dell'Ania fa - se continuiamo di questo passo, nel giro di 10 anni rischiamo di veder sparire la popolazione di una città di provincia di medie dimensioni. Si tratta di una strage a puntate che bisogna continuare a combattere con tutti i mezzi a nostra disposizione”.
Va ricordato che il rapporto Aci-Istat fotografa la situazione riferendosi esclusivamente agli incidenti più gravi, quelli in cui sono intervenute le forze dell’ordine per operazioni di soccorso e di rilevazione delle responsabilità. Gli incidenti risarciti nel 2009 dal settore assicurativo sono stati 3 milioni 740 mila, in incremento del 3% rispetto al 2008. I feriti denunciati alle assicurazioni hanno superato il milione. Questi dati fotografano la reale dimensione del rischio circolazione stradale nel nostro paese ed i costi dell’assicurazione r.c. auto. Enorme ancora il gap che separa l'Italia da altri Paesi, come la Francia, in cui, a parità di autoveicoli circolanti, gli incidenti risarciti dalle imprese di assicurazione sono stati un milione e 700 mila e i feriti poco più di 200 mila.
Fondamentale per ridurre ancora questa “mattanza” è la sensibilizzazione dei conducenti, messaggio che da qualche settimana viene affidato anche al calcio, la grande passione degli italiani: “E' questa l'unica strada che siamo obbligati a seguire – conclude Salvati - Un terzo degli incidenti stradali sono causati dalla distrazione al volante. Non a caso il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon l’ha definita una vera e propria epidemia e per questo la Fondazione ANIA, durante questo 2010, ha voluto mandare un messaggio semplice e diretto a tutti gli automobilisti: “Quando guidi, pensa a guidare”.
Calano le morti sulle strade italiane
Diffusi ieri i dati Aci-Istat 2009 sugli incidenti stradali, diminuite del 10% le vittime rispetto all'anno precedente mentre resta pressoché invariato il numero degli incidenti e dei feriti
Articoli correlati
Ania e l'incidentalità stradale giovanile
Seggiolini auto e sicurezza per i ...
Fiat lancia l’iniziativa “La sicurezza fa ...






