Citroën Grand C4 Picasso ​automatica ​: la nostra prova del Diesel da 120CV

Citroën Grand C4 Picasso conferma come i monovolumi moderni abbiano ancora la propria ragion d'essere. A cominciare da spazio e comfort a bordo e continuando con un motore capace di spingere, ma non per questo assetato. Parliamo del BlueHDI da 1.6 litri Diesel con 120CV e cambio automatico EAT6. Ecco la nostra prova

Il bello del pratico

Citroën Grand C4 Picasso entra nel segmento dei monovolumi dalla porta principale,grazie a contenuti tecnici d’alto livello ed una guidabilità davvero sorprendente. Il corso stilistico del Double Chevron, intrapreso con C4 Cactus, è stato trapiantato anche su questa versione. Pensiamo al gruppo ottico, sviluppato orizzontalmente su tre livelli d’altezza, con il marchio che attraversa il frontale. Bello -e pratico, una volta saliti a bordo- l’ampio parabrezza con un doppio montante anteriore concepito per massimizzare la visibilità.

Al retro invece lo sviluppo delle linee è sobrio ma curato, in modo da ridurre ai massimi termini lo sbalzo posteriore. Non mancano, comunque, gruppi ottici tridimensionali ben rifiniti. Il tutto viene sapientemente completato -e visivamente smagrito- dai montanti a contrasto che salgono fino al tetto panoramico della vettura. D’altronde, la Citroën Grand C4 Picasso è una macchina che conquista con il tempo: ogni giorno se ne apprezzano dettagli e comodità, dal caricare la spesa all’avere 7 posti sempre disponibili, continuando con l’ottimo traguardo raggiunto dal propulsore capace di spingere molto pur consumando poco. Nello specifico si tratta del quattro cilindri BlueHDI da 1.6 litri Diesel con Start&Stop e 120CV, che fino a qualche anno fa sarebbe stato folle su di una monovolume, sia per cubatura che per prestazioni. Niente di tutto questo invece, perché la coppia motrice c’è e si sente da subito, grazie anche al noto automatico EAT 6 con cui è equipaggiata la nostra auto.


Space Invader

 


Una volta entrati,
ed intendiamo da qualunque porta, c’è davvero molto spazio a disposizione. Il primo pensiero -che poi ci accompagnerà durante tutto il test- è che sulla Citroën Grand C4 Picasso le dimensioni sono state sfruttate al meglio. Da fuori è difficile immaginarsi interni così spaziosi, e fatta eccezione per la terza fila di sedili (opzionali) anche i più alti stanno comodi. Per quanto riguarda i comandi del guidatore siamo davvero ad ottimi livelli. Il volante, regolabile e con i giusti comandi, è rifinito in alluminio spazzolato e monta paddle per le cambiate in sequenziale. La plancia si sviluppa orizzontalmente ed in posizione centrale, cosa alla quale bisogna abituarsi: è interamente digitale e ben leggibile anche al sole, ma non è posto davanti al conducente. Probabilmente una scelta dettata dalla voglia di ottimizzare lo spazio, oltre alla ricerca di personalità che da sempre contraddistingue la casa francese.

Proprio per questo poi, la leva del cambio automatico è stata posta affianco al volante, all’americana: una soluzione comoda e piacevole. Il tunnel centrale, annunciato dal lungo pulsante del freno di stazionamento elettronico, è davvero pratico: illuminato, con una presa da 220V e due attacchi USB, oltre all’ingresso AUX per collegarsi all’infotainment. Quest’ultimo lavora davvero bene, sia per quanto riguarda il navigatore che per tutto ciò che concerne musica e telecamere di parcheggio. I tasti di contorno sono touchscreen, non si spingono davvero: bisogna abituarsi alla loro reattività, perché sulle prime sembrava di premere a vuoto. Questa volta (forse) i bambini non faranno più a gara per chi si siede davanti: al divanetto posteriore troviamo infatti tutto quello che si potrebbe chiedere: i vetri oscurati offrono anche tende a scomparsa, la seduta è perfettamente regolabile e si può abbassare un tavolino (con luce da lettura) dal sedile davanti. Sul montante B poi troviamo due prese d’aria, una soluzione ingegnosa che conquista subito.


La guida assistita che viaggia verso l’autonoma

 


È una notizia di qualche mese fa, ma una Citroën C4 Picasso allestita in maniera particolare ha percorso un viaggio da Parigi ad Amsterdam senza l’aiuto di un conducente. Una fucina di tecnologie quindi, che lentamente -ma neanche troppo- vengono travasate sui modelli di serie. La nostra Citroën Grand C4 Picasso è stata allestita con diversi sistemi d’ausilio alla guida, che tutte insieme riescono a rendere una giornata in auto più piacevole e rilassante.

Tra questi segnaliamo il sistema di frenata attiva, l’allerta di rischio collisione, il sistema di sorveglianza dell’angolo morto, l’Active Cruise Control, il riconoscimento dei limiti di velocità, l’infotainment con riconoscimento vocale ed il rilevatore della stanchezza del conducente. Sedersi in auto e guidare assomiglia quindi a presentarsi all’ingresso di un prestigioso hotel di lusso: con discrezione ma efficacia c’è chi pensa a noi senza farcelo pesare, rendendo tutti questi processi naturali ed apprezzati.


La nostra prova

 


Abbiamo avuto a disposizione la Citroën Grand C4 Picasso per diverse settimane e, fondamentalmente, è stato proprio questo a conquistarci. I viaggi nel fine settimana scorrono come l’acqua nei fiumi, ed il comfort di bordo è a livelli davvero impeccabili. Lo sterzo è molto morbido, il che torna utile nelle fasi di parcheggio. Ad alte andature, più che autostradali, la macchina mantiene un’ottima stabilità e non si lascia intimorire dal vento laterale, solitamente un piccolo limite per questo tipo di auto. I cerchi da 17 pollici aiutano ad assorbire le asperità dell’asfalto, oltre a dare una buona impressione visiva. Buono il raggio di sterzata, un vero punto chiave per auto di dimensioni generose: senza la giusta agilità muoversi tra le vie del centro sarebbe piuttosto difficile, ma non è questo il caso.

La frenata è nella media, ottima però se consideriamo il peso della Citroën Grand C4 Picasso; in fase di accelerazione o di sorpasso invece, ci possiamo permettere una serenità che tante auto cittadine non possono nemmeno avvicinare. Tanta sostanza quindi, anche quando ci troviamo su percorsi di misto. Il cambio di direzione non è forse il suo forte, ma le sospensioni e l’assetto danno una grossa mano a chi soffre il mal d’auto mantenendo la Grand C4 incollata all’asfalto. Di notte i fari non lasciano tanto spazio all’immaginazione, ed anche in queste situazioni l’auto ci restituisce una sensazione di sicurezza grazie alla funzione cornering con cui i proiettori seguono le curve.

Come detto, il cambio automatico può essere anche utilizzato in modalità sequenziale attraverso i paddle, utile se sentiamo il bisogno di prestazioni assolute -magari per un sorpasso- così da tenere il motore al regime di giri più corretto. Dopo diverse ore di guida si apprezza la combinazione tra seduta e geometria dello sterzo: il sedile è quasi verticale, diremmo anche da furgone per via della grande comodità, mentre il volante presenta inclinazione e risposte da automobile. In questo modo non si affaticano schiena e gambe, senza però pregiudicare la maneggevolezza complessiva.

Un ultimo pensiero lo dedichiamo al distributore, con il quale solitamente ci tocca fare i conti. Solitamente, perché provare le auto senza spingerle -sempre nel rispetto del CdS ovviamente- non avrebbe molto senso, quindi il serbatoio non è mai troppo dalla nostra. Un 1.6 Diesel dovrebbe seguire la filosofia che vede ottime percorrenze se si accetta di mantenere il piede leggero, ma non è il caso della Citroën Grand C4 Picasso. I consumi sono davvero contenuti, sia in autostrada che in città, nonostante andature allegre. La casa, nello specifico, dichiara che per percorrere 100 chilometri servono 4,5 litri di gasolio nel ciclo urbano, 3,6 in quello extraurbano e 3,9 nel misto. Previsioni assolutamente in linea con ciò che abbiamo riscontrato durante la prova.

Per quanto riguarda le dimensioni di auto e bagagliaio, la macchina misura 4602mm di lunghezza, 1826mm di larghezza ed 1640mm di altezza. Il vano bagagli invece parte da 643 litri, che diventano però 1817 (tutti sfruttabili perché non c’è scalino) grazie all’abbattimento dei sedili posteriori.


In conclusione

 


La Citroën Grand C4 Picasso ha tutto quello che conta per una monovolume: ampi spazi interni ed una manovrabilità eccellente, un motore poco assetato con cui fare diversi chilometri ed interni all’altezza, per durare nel tempo. La dotazione è davvero ricca, il bagagliaio è come ce lo si aspetterebbe ed anche dopo diverse ore di guida la macchina non stanca. In definitiva, se state cercando un mezzo sui generis, merita decisamente più di un pensierino. Il prezzo? Non dei più popolari, ma ampiamente giustificato e capace di figurare bene rispetto alla concorrenza: la “nostra” Citroën Grand C4 Picasso, con allestimento Shine, costa 37.200€. Ad ogni modo spendere meno è tutt’altro che impossibile, considerando che i listini partono da 26.400€.

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