Speciale: Michelin a Cuneo

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Il rispetto per l’ambiente è un valore per Michelin: lo stabilimento di Cuneo ha ottenuto (e già confermato) la certificazione ambientale Iso 14001. Ciò significa fare attenzione alla scelta dei materiali ed alla fase della produzione, verificare la “vita” dello pneumatico e recuperarlo dopo il suo utilizzo. La stessa riduzione degli scarti risponde a questa logica e non soltanto a criteri di razionalizzazione dei costi: a Cuneo sono circa l’1%.
Michelin nel mondo…
Con un volume d’affari di 15,7 miliardi di dollari nel 2004 (15,4 nel 2003) Michelin si conferma per il terzo anno consecutivo leader mondiale della gomma con una quota del 20,1%: la graduatoria è stata stilata dala rivista “Tire business” che ha esaminato i 75 principali produttori. Sulla base del fatturato, Michelin precede Bridgestone (18,4%) e Goodyear 16,9%. L’italiana Pirelli è quinta con il 4%. Michelin infatti non è sinonimo solo di pneumatici (ne produce 180 milioni l’anno) ma anche di guide e carte stradali (altri 22 milioni di pezzi).

Per quanto riguarda il solo mercato delle gomme, Michelin deteneva (anno 2002) una quota pari al 19,2% con uno scarto minimo su Bridgestone (19,1%). Seguivano Goodyear 17,4%, Continental 6,8%, Pirelli 3,8%. Tra le marche del gruppo figurano anche Kleber, BFGoodrich Tires, Pneu Laurent, Kronprinz, Uniroyal (ancora prodotto da Continental, ma su licenza Michelin), Riken, Taurus, Euromaster.
Nel mondo, Michelin conta 3 centri di ricerca: uno in Europa, uno negli Usa ed uno in Giappone. Gli stabilimenti sono 74 (dai 41 dell’Europa ai 2 dell’Africa, in Nigeria e Algeria) con una produzione media quotidiana di 844mila unità: gli pneumatici più piccoli esano 200 grammi, quelli più grandi anche 5 tonnellate.
Michelin commercializza i propri prodotti in 170 paesi e dispone di 6 piantagioni (Nigeria e Brasile) di hevea, la pianta dalla quale si estrae il latice da cui si ottiene la gomma elastica.
I dipendenti del gruppo sono circa 130.000.
…E in italia
In Italia Michelin ha circa 6.000 dipendenti dislocati negli stabilimenti principali che si trovano a Cuneo (925.000 metri quadrati di superficie complessiva, di cui 256.000 coperti), Fossano, Alessandria e Torino (Stura). La fabbrica più antica, quella costruita nel 1907 a Torino (Dora), è stata chiusa nel 1995, mentre quella di Trento (realizzata nel 1927) ha subito a stessa sorte nel 2000.

Il famoso omino
Per tutti è semplicemente l’omino Michelin, ma anche lui, il simbolo della multinazionale della gomma, ha un nome: si chiama Bibendum. La sua nascita si deve, quasi per caso, alla fantasia di un vignettista pubblicitario, O’Galop, nel 1898. André Michelin vide gli schizzi di O’Galop bocciati da un’altra marca per promuovere una birra e ne sollecitò un adeguamento.
Il nome, Bibendum, è figlio di un’ode di Orazio: “Nunc est bibendum” (è adesso che bisogna bere).
Per lo pneumatico, il motto viene parafrasato: “La gomma si beve l’ostacolo”.
È l’aprile del 1989: è nato ufficialmente l’omino Michelin che farà il suo esordio pubblico già un paio di mesi più tardi ed apparirà come sagoma anche al salone dell’Automobile di Parigi dello stesso anno nello spazio coperto dei gloriosi Giardini di Toulieries.

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