L'auto a bioetanolo
NEWS - Ambiente & Sicurezza
In Brasile, il combustibile copre il 20% del fabbisogno energetico per le esigenze di trasporto interno

Il bioetanolo è un etanolo prodotto mediante un processo di fermentazione delle biomasse, cioè di prodotti agricoli ricchi di zucchero come i cereali, le colture zuccherine, gli amidacei e le vinacce.
L'uso di carburanti per di origine vegetale - in particolare di etanolo - risale ai primi del '900 quando lo stesso Henry Ford ne promosse l'utilizzo, tanto che nel 1938 gli impianti del Kansas producevano già 18 milioni di galloni/anno di etanolo (circa 54.000 t/anno). L'interesse americano per l'etanolo diminuì dopo la seconda guerra mondiale in conseguenza dell'enorme disponibilità di olio e gas, ma negli anni '70, a seguito della prima crisi petrolifera, si ricominciò a parlare di etanolo e, alla fine del decennio, diverse compagnie petrolifere misero in commercio benzina contenente il 10% di etanolo.
L'etanolo come combustibile, può essere utilizzato nelle benzine in percentuali fino al 20% senza modificare il motore, o anche puro nel Motore Flex.
Il processo di produzione del bioetanolo genera, a seconda della materia prima agricola utilizzata, diversi sottoprodotti con valenza economica, destinabili a seconda dei casi alla mangimistica, alla cogenerazione, ecc.
Una forma di produzione è quella attraverso la canna da zucchero. Nel 2006 la produzione di etanolo da canna da zucchero in Brasile è quasi di 6 mila litri per ettaro coltivato, nel 1975 era di 2 mila litri. La produzione di etanolo del Brasile copre circa il 20% dei consumi di carburante dei trasporti interni.
|
 |
|
 |
|