Plus e Premium Se le motorizzazioni disponibili si limitano ad una, gli allestimenti raddoppiano offrendo due possibilità: Plus e Premium. L’opzione d’ingresso Plus offre di serie una dotazione degna di nota, praticamente completa di tutto. Gli unici optional disponibili, tali per entrambe le versioni, riguardano il bel cambio automatico e la vernice metallizzata.
Le differenze fra i due allestimenti sono poche (come quelle di prezzo d'altronde) e riguardano la qualità dei rivestimenti - tessuto per Plus e pelle per Premium - , la presenza nella versione più accessoriata dei rilevatori posteriori di parcheggio, gli Airbag a tendina sia per i posti anteriori che posteriori e il climatizzatore automatico. La vettura da noi testata esibiva un allestimento Premium, che potremmo definire essenzialmente confortevole.
Un prezzo da berlina, ma per un SUV Fino ad ora abbiamo descritto un SUV praticamente in linea su tutto con le pari segmento, ma abbiamo volutamente lasciato per ultimo il vero cavallo di battaglia di SsangYong Kyron: il prezzo. La versione con allestimento Plus ha un prezzo d’attacco di 26.500 euro, una cifra decisamente concorrenziale usualmente vista accanto a berline o compatte due volumi piuttosto che a SUV. Il primo concorrente, dal punto di vista economico, lo si incontra ben 2000 euro più avanti, giusto il prezzo del cambio automatico. La versione più accessoriata Premium ha un costo di 29.500 euro, anche in questo caso decisamente molto interessante. A nostro parere questo SUV ha le carte in regola per battagliare con le concorrenti, usando come arma principale il rapporto prezzo/qualità. Insomma Infomotori.com raccomanda una prova ed alla fine vedete se avete il coraggio di pagare il doppio per una bella SUV tedesca … SsangYong Kyron – Test Drive. La cornice è da sogno, un paesaggio innevato abbracciato e cullato da una delle catene montuose più belle di questo pianeta, le Dolomiti. Perché scegliere un tracciato di montagna immerso nella neve e nel ghiaccio? Semplice, perché da un SUV ci aspettiamo anche prestazioni, oltre che comodità ed estetica. E poi perché, lo ammettiamo, l’idea era quella di divertirci un po’ con questa “piccola” creatura coreana… Sono lontani i momenti in cui di SsangYong Kyron esistevano solo voci confuse, oggi dopo la presentazione ufficiale a Romano Canadese ed i primi test drive, è il momento della prova di forza. Lo splendido lago di Misurina appare totalmente ghiacciato; i meno 10 gradi della temperatura non spaventano i turisti stranieri infilati nelle loro tute da scii che si divertono a pattinare su una spessa lastra di ghiaccio celante uno specchio d’acqua meraviglioso. La tentazione è tanta: irrompere sul lago con il Kyron mettendo alla prova vettura, turisti e resistenza del ghiaccio, oltre che coraggio – o incoscienza a seconda dei punti di vista -. Ma resistiamo…
Estetica in evoluzione Nella discreta stasi stilistica che sta investendo diverse case automobilistiche, più intente ad inseguirsi che a cercare nuove vie, SsangYong si discosta e cerca di sorprendere. Pur uniformandosi leggermente ai “nostri” gusti, Kyron mantiene una certa voglia di autonomia e lo manifesta nel suo curioso posteriore, su cui capeggiano i tanto discussi fari a “scudo”. Oltre agli scudi, il posteriore si caratterizza per la fascia cromata che corre sopra i gruppi ottici e la particolare convergenza delle linee di cintura laterali che tende a rendere aggressivo un retro altrimenti troppo bonario. La vista laterale è massiccia e proporzionata, ben studiata a livello aerodinamico. L’anteriore richiama gli stilemi di una vettura asiatica, ma con contaminazioni occidentali che lo rendono più muscoloso ed imponente. Le dimensioni sono decisamente da SUV (4,66 m lunghezza, 1,88 m larghezza e 1,95 m altezza), ma più da BMW X5 che da Audi Q7. Motorizzazione unica, per ora… Kyron è disponibile in una sola motorizzazione e con due differenti allestimenti. L’unico propulsore disponibile è un 2.0 litri turbodiesel common rail da 141 cavalli, un quattro cilindri nato dall’evoluzione del cinque cilindri da 2.7 litri dedicato a Rexton. La scelta di optare per un propulsore più contenuto è dovuta ad un obbiettivo deciso di riduzioni dei costi di gestione e dei consumi. Chiaramente, però, si è dovuto offrire una potenza adeguata alle dimensioni del mezzo, ed ecco quindi serviti 141 cavalli, che riescono a smuovere i suoi ben 2031 kg. Kyron è disponibile di serie con un tradizionale cambio manuale a cinque rapporti, dall’impostazione forse un po’ troppo “aggressiva”.
La coppia, disponibile a bassi regimi - 310 Nm a 1800 giri\min -, obbliga una distribuzione molto corta delle marce rischiando di rendere un po’ stressante la guida. Le prime due marce offrono uno spunto notevole in brevissimo tempo, portando spesso il motore nella zona rossa del contagiri.
Il cambio automatico T-Tronic a cinque rapporti con funzionalità di sicurezza Winter Mode che abbiamo testato sulla neve è fluido e puntuale, capace di rendere piacevole la guida anche in fondi stradali particolarmente impegnativi. In questo caso la musica cambia, la distribuzione delle marce non è solamente più dolce di per sé, ma viene ben supportata dal controllo elettronico della cambiata in grado di ottimizzare al massimo il rendimento. Piccola pecca di questa trasmissione è la sua disponibilità solo come optional ad un prezzo di 2100 euro, ma i concorrenti chiedono esborsi anche maggiori… Sulle strade innevate… Lanciarsi in sicurezza su strade di neve battuta dove ogni irregolarità è ricoperta di ghiaccio, è un piacere che tutti vorrebbero concedersi: noi, naturalmente, lo abbiamo fatto. I pneumatici di serie del nostro Kyron (255/60 R18) non sono invernali, quindi le prestazioni prendono una “particolare connotazione”. In ogni caso con la trazione integrale innestata, il Kyron si comporta a dovere per essere un 2000cc (1998cc per l’esattezza), pur non nascondendo la naturale predisposizione alle strade ben asfaltate e mantenendo un assetto molto morbido che invoglia a divertirsi. Il cicalino dell’ESP fa da sottofondo musicale alle nostre manovre, mentre l’abitacolo conferma una certa tendenza al rollio, peraltro non scomposto ed assolutamente naturale trattandosi di un SUV.
… e su quelle gardesane! Stesse positive impressioni di guida ci giungono dalle autostrade asciutte e dalle nervose quanto seducenti strade che costeggiano il Lago di Garda che attraversano le provincie di Trento, Verona e Brescia.
Grande sì, ma anche sicuro L’impianto frenante si avvale di quattro dischi con diametri di 294 e 299 mm. All’anteriore sono autoventilanti e utilizzando delle pinze a due pistoncini. A dar manforte ai quattro dischi interviene un fornito pacchetto tecnologico, composto da ABS, EBD ed ESP. Le single non finiscono qui e continuano con B.A.S , il dispositivo per l’assistenza alla frenata di emergenza, il sistema antiribaltamento A.R.P. ed il “ Hill Descent Control”, un controllo automatico in grado di mantenere l’andatura del veicolo entro i limiti di sicurezza nelle discese molto rigide.
Parlando di sicurezza non si possono certo omettere i due Airbag anteriori, di serie in entrambe le versioni, e gli Airbag a tendina, sempre sia anteriori che posteriori, disponibili di serie solo nell’allestimento più elegante. La solidità generale del mezzo è infine garantita dall’ormai caratteristica tipica di SsangYong, ovvero il robusto telaio in acciaio a triplo spessore.

Carlo Valente - 09/03/2006