Mitsubishi Outlander – Test Drive. Inverness, Scozia – No, il famoso “mostro” non l'abbiamo visto, e se dobbiamo essere sinceri nemmeno ci crediamo. In compenso abbiamo ammirato uno dei più belli paesaggi scozzesi, la porta delle Highlands, a bordo di una vettura che sembra fatta su misura per queste colline. L’unica esperienza un po’... mostruosa (si fa per dire!) è stata quella della guida con il volante a sinistra su senso di marcia a sinistra... un vero divertimento! Due nuovi propulsori La nostra escursione britannica è servita a toccare con mano il Mitsubishi Outlander equipaggiato con due nuovi motori. Il più interessante, almeno nel nostro paese, è sicuramente il 2.2 diesel da 156 cavalli, anche se il 2.4 benzina da 170 cavalli non ci ha affatto deluso. Soprattutto per l'abbinamento con il cambio automatico CVT a sei rapporti, che potrebbe arrivere anche sul dieselfra un anno e mezzo circa. Il nuovo 2.2 turbodiesel common-rail mette sul piatto 156 cavalli e 380 Nm di coppia massima, per una velocità di 200 orari ed uno 0-100 coperto in 9,9 secondi. Sul fronte consumi invece la casa dichiara 7,3 litri ogni 100 chilometri, ovvero circa 14 km/litro. Passando al benzina con tecnologia MIVEC, i cavalli sono 170 e la coppia tocca quota 232 Nm. Ne deriva uno 0-100 con partenza da fermo in 9,6 secondi, ed un picco massimo di 190 orari. L'abbinamento con il cambio automatico CVT a sei rapporti regala qualche piccola soddisfazione alla voce consumi: 9,3 litri anziché 9,4 ogni 100 chilometri. Il lancio delle due nuove motorizzazioni è previsto per inizio dicembre 07. Trazione fatale Vi abbiamo già narrato le gesta di Outlander, visto che ci abbiamo percorso più di qualche chilometro fra sentieri e mulattiere. E vi abbiamo anche parlato della sua trazione integrale Full Time, con differenziale centrale che ripartisce la coppia tra i due assali a seconda delle richieste di trazione. Ne deriva un comportamento neutro ed efficace sia su asfalto sia sui tratti fuoristrada.
Gemelli diversi Dal punto di vista estetico, Mitsubishi Outlander condivide le proporzioni con Citroen C-Crosser e Peugeot 4007. Il che non è affatto negativo, visto che i tre SUV alla resa dei conti si rivelano dinamici, slanciati e discretamente sportivi. La personalità distingue i tre modelli specialmente nel frontale, che in questo caso è dominato dalla calandra con due prese d'aria separate da un lembo triangolare di carrozzeria, sul quale campeggia lo stemma dei tre diamanti. I due nuovi propulsori vengono abbinati solamente all'allestimento sette posti, che differisce per i due sedili ripiegabili che trovano posto nella terza fila. L'abbattimento di questi ultimi regala un bagagliaio piatto, capiente e sfruttabile, come tutto il volume interno decisamente ospitale anche in modalità “pieno carico”. Su strada Presentazione decisamente movimentata, con tanta strada da percorrere ed affascinante pranzo pic nic all’inglese, utile a comprendere appieno le potenzialità di Outlander. Chilometri capaci di demolire le certezze degli anti-suvvisti incalliti, a partire dal dogma secondo cui “un SUV non può essere divertente”: Outlander è piacevole da condurre anche con piede vivace, è preciso nel seguire i dettami combinati di sterzo ed acceleratore, e rolla meno di qualche berlina tuttocomfort. Il motore diesel di 2.2 litri è decisamente meno rumoroso del fratellino duemila, perde forse qualcosina in quanto a grinta nella zona bassa del contagiri ma mette sul piatto le sue credenziali in un range di regimi decisamente più ampio. Sorprendente invece la prova del 2.4 a benzina. Sarà per il cambio automatico che, continuamo a ripeterlo, è quasi una scelta obbligata su vetture di questo genere: il CVT a sei rapporti adottato è morbido, fluido e mediamente veloce, ma soprattutto porta a zero lo stress con gli ovvi benefici per il piacere di guida su percorsi discretamente lunghi e movimentati. Pur essendo un propulsore aspirato, il 4 cilindri MIVEC spinge bene ed eroga la coppia in maniera corposa, garantendo prestazioni decisamente sportive. I circa 10 chilometri orari di distacco dal 2.2 diesel non sono poi un problema, visti i limiti delle nostre strade ben al di sotto dei 190. Il consumo? Neanche troppo elevato, anche se l'abbinamento con un impianto a GPL è consigliabile nel caso di elevate percorrenze annue. Quanto costa? I prezzi continuano a restare interessante rispetto ai competitors. Con l'introduzione dei due nuovi propulsori, la gamma parte dai 28.800 euro della versione 2.0 DI-D Invite, salendo poi ai 30.300 euro dell'allestimento Intense. Se si sceglie invece la versione 7 posti Instyle, si devono mettere in preventivo 32.300 per il 2.0 DI-D, 33.300 per il 2.2 DI-D e 29.800 euro per il 2.4 MIVEC.
I. C. x Infomotori.com - 12/10/2007
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