Nuovo record anche nel primo trimestre di quest’anno (+3,8% in USA, +50,3% in Europa, +36,7% in Italia), in vigorosa controtendenza con un mercato mondiale dell’automobile in sensibile, costante contrazione.
Sono passati cinque anni da quel 1998 nel quale Kia Motors, a conclusione di vi-cende complesse e sofferte, entrava a far parte del Gruppo Hyundai. Non man-cavano dubbi e perplessità, soprattutto da parte di molti osservatori, che consi-deravano con un certo scetticismo il futuro dei due marchi, soprattutto in un con-testo economico fortemente indebolito dalla crisi asiatica, dove i grandi chaibol avevano visto notevolmente ridotte le loro capacità finanziarie.
Cinque anni dopo i risultati parlano chiaro. Kia Motors, nel primo trimestre del 2003, ha venduto 260.789 veicoli, con un incremento del 21% sullo stesso pe-riodo del 2002, che pure era stato un anno record. In Europa poi - sempre nel primo trimestre di quest’anno - le vendite sono cresciute del 50,3%, addirittura del 66,7% nel solo mese di marzo. Meno vistoso l’incremento registrato in USA, “soltanto” del 3,8% nel primo trimestre. Ma nello stesso periodo, il mercato a stelle & strisce ha perso il 4,4% sull’anno precedente.
In effetti, sin dalla fusione del ’98, la crescita di Kia non ha mai conosciuto incer-tezze o esitazioni, registrando ininterrottamente quattro anni di bilanci in nero e di utili in crescita, malgrado la contrazione delle vendite complessive dell’industria automobilistica. Con un indice di 35 veicoli per addetto, Kia è anche uno dei costruttori a più elevata produttività del mondo.
«Kia costruisce eccellenti automobili con un elevato rapporto contenuti/prezzo» ha ricordato Yong-Hwan Kim, numero 1 delle attività internazionali. «Automobili come il Suv “Sorento” o il monovolume “Carnival”, hanno ridefinito il concetto di valore nei rispettivi segmenti».
«La gamma dei modelli Kia non è mai stata così valida,» ha detto Mr. Kim, ag-giungendo «abbiamo percorso parecchia strada da quando il nostro principale modello d’esportazione era la piccola Pride. Oggi abbiamo almeno un modello e-stremamente valido, competitivo e super equipaggiato, in ogni segmento di mer-cato». L’ultimo arrivato, in ordine di tempo, è l’ammiraglia Opirus, che ha debut-tato in marzo al Salone di Ginevra, portando la filosofia Kia del rinnovamento, del controvalore e della qualità, nel settore delle grandi berline di classe superiore. Di contro, l’uscita di produzione nel segmento d’accesso del mercato, prelude alla presentazione di un nuovo, validissimo modello di segmento B, che verrà presen-tato in settembre al Salone di Francoforte. E sarà solo uno dei sedici nuovi pro-dotti che l’azienda lancerà nei prossimi cinque anni.
Nel 2004 Kia Motors festeggerà i primi quarant’anni di vita, una ricorrenza che nella tradizione coreana indica il raggiungimento della maturità ed il consegui-mento degli obiettivi di ogni esistenza. Il più antico dei costruttori coreani, co-munque, non è certo appagato dai risultati raggiunti, che costituiscono uno dei più significativi cambiamenti del mercato.
«Abbiamo fatto importanti progressi, ma resta da fare ancora parecchio lavoro» ha concluso Mr. Kim. «Abbiamo registrato un’evoluzione straordinaria in termini di qualità e di stile, producendo veicoli sempre più vicini alle esigenze degli au-tomobilisti di tutto il mondo. Ma siamo soltanto all’inizio. Per i prossimi anni Kia ha in serbo un nutrito numero di nuovi modelli che permetteranno al Gruppo Hyundai-Kia di entrare entro il 2010 nelle Top 5 dei produttori automobilistici mondiali».



