Nell'intero anno, infatti, le consegne alla clientela sono ammontate a 213.540, pari ad una contrazione del 18% rispetto all'anno precedente. Nel 2002, il record di vendita (260.354 unità, pari ad un incremento medio del 17,8% sul 2001) venne caratterizzato, al contrario di quanto avvenuto quest'anno, da segni particolarmente positivi in tutti i mesi dell'anno, con un vero primato di consegne delle marche nazionali (144.944 unità: +26,9% sul 2001).
Più che scontata anche la flessione a dicembre 2003 (-36,6% rispetto allo stesso mese del 2002), e nonostante gli apprezzabili volumi di domanda (22.389 unità), dovuti anche all'alta stagionalità di fine anno. Si sottolinea però che questa flessione risente fortemente del raffronto con il dato irripetibile di dicembre 2002, che, essendo stato l'ultimo mese utile per usufruire degli incentivi fiscali previsti dalla legge Tremonti, aveva consuntivato ben 35.316 consegne (+32,3% sul dicembre 2001), una cifra che costituisce il record mensile di vendita di tutti i tempi.
Era inevitabile che il 2003, con il condizionamento negativo dato dalla stagnazione economica, e una volta venuti meno i sostegni che nel 2002 hanno accompagnato la domanda verso il suo record storico, fosse un anno di rallentamento per il comparto. I livelli raggiunti sono comunque da considerarsi interessanti, visto che si sono posizionati non molto distanti dal consuntivo del 2001 (221.070 unità), anno positivamente influenzato, anche se solo nell'ultimo trimestre, dai primi effetti degli incentivi della legge Tremonti (entrata in vigore in ottobre).
Pur in un presenza di una debole fase economica, si conferma quindi l'esistenza sul mercato di una buona potenzialità di domanda, data dalla necessità degli operatori di disporre di mezzi nuovi ed evoluti, al passo con il ruolo richiesto dal settore del trasporto veloce delle merci, sempre in crescita sia nei centri urbani che nel breve-medio raggio.
La propensione agli acquisti degli operatori potrebbe comunque migliorare nel corso del 2004, soprattutto se i deboli segnali di ripresa economica emersi nella seconda parte del 2003 dovessero, come da tutti auspicato, consolidarsi nei prossimi mesi. In particolare, sarebbe possibile arrivare a un altro exploit, se venissero applicati gli strumenti fiscali che si sono dimostrati decisivi nel 2002, a beneficio anche dell'ambiente e della sicurezza.
Tornando all'analisi dei dati, nel 2003 le marche nazionali, dopo il primato di vendita realizzato nel 2002, hanno consegnato 115.094 veicoli, pari ad un calo del 20,6% nei confronti dei livelli eccezionali del 2002, acquisendo, nonostante la crescente concorrenzialità, il 53,9% dell'intero mercato, quota favorita dal successo incontrato da una gamma completa, competitiva e in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza degli operatori.
Fiat Auto, che resta leader indiscussa del mercato ha chiuso l'anno con 88.455 consegne e con una quota pari al 41,4% del mercato totale. Il risultato 2003 è comunque apprezzabile, anche se in flessione rispetto ai volumi elevati del 2002 che, con 113.590 unità, rappresentano un record assoluto, avendo anche beneficiato di una importante fornitura a enti pubblici. Infatti se il raffronto viene fatto con il 2001 (85.926 unità) , anno solo parzialmente influenzato dalle incentivazioni, il 2003 per Fiat Auto risulta in crescita del 2,9%.
L'Iveco, leader nel segmento più alto del comparto, che in dicembre ha registrato un significativo incremento del 13,6%, ha chiuso il 2003 con 20.671 consegne (-15,8%) pari ad una quota salita al 9,7%, contro il 9,4% del 2002. Per Piaggio, in calo del 9,7%, la quota si è attestata al 2,5% (era del 2,2% un anno fa).




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