10/05/2007 - Nell’ambito del piano Renault Contrat 2009, Renault si è pubblicamente prefissa, fin dal 2006, ambiziosi obiettivi in tema ambientale, in linea con la politica applicata da oltre un decennio, volta a ridurre l’impatto ambientale della sua attività in tutte le fasi del ciclo di vita delle vetture (fabbricazione, utilizzo e fine vita). Tali obiettivi rispondono, inoltre, alla volontà dell’azienda di far fronte alle grandi sfide ambientali, proponendo fin d’ora ai suoi clienti tecnologie economicamente accessibili ed applicabili al numero più elevato possibile di modelli. Dal punto di vista di Renault, è proprio rendendo accessibili le auto ecologiche che si otterranno i maggiori vantaggi per l’ambiente. La label «Renault eco² » illustra l’impostazione ambientale seguita da Renault con la certificazione delle vetture che rispettano alcuni criteri ecologici ed economici: ecologici, poiché tali auto minimizzano l’impatto sull’ambiente durante le fasi di progettazione, di produzione in fabbrica, di utilizzo da parte del cliente e di fine ciclo, economici, poiché esse si rivelano finanziariamente accessibili e consumano poco carburante. Questa label esprime, di conseguenza, l’impegno di Renault nel proporre una gamma di vetture rispettose dell’ambiente ed economicamente abbordabili per i clienti. « Renault eco² »: tre criteri verificabili e misurabili. Per Renault, la label « Renault eco² » rappresenta un indicatore ambientale delle proprie auto, destinato ai clienti. La label fa riferimento a tre criteri, che corrispondono a determinate certificazioni (ISO 14001), oppure a caratteristiche oggettivamente misurabili (emissioni di CO2 o quantità di materie plastiche riciclate). In questa fase, in mancanza di una normativa mondiale, non è stato selezionato come criterio discriminante la rumorosità, che pure può essere assimilata a sua volta ad un inquinamento sonoro. Renault dispone, tuttavia, di una reale leadership in materia, con numerosi modelli le cui emissioni si rivelano inferiori di 3 decibel alla norma europea (che prevede 74 dB), pari ad un dimezzamento dell’inquinamento sonoro. Una vettura è contrassegnata « Renault eco² » quando rispetta contestualmente i tre seguenti criteri: La produzione è realizzata in uno stabilimento certificato ISO 14001. Tale certificato, attribuito da un organismo di certificazione indipendente (Organizzazione internazionale di normalizzazione), attesta l’impegno dispiegato nel ridurre l’impatto dell’attività produttiva sull’ambiente naturale. Esso concerne, ad esempio, la riduzione del consumo di risorse idriche o energetiche, ma anche dell’inquinamento visivo e sonoro, delle emissioni nell’atmosfera e delle acque reflue. In 7 anni, Renault ha diviso per 3, ad esempio, il consumo idrico dello stabilimento di Sandouville (Francia). Nel 2006, 39 siti industriali, che rappresentano oltre 90% dell’attività di Renault nel mondo, erano certificati ISO 14001. Le pratiche di certificazione sono in corso per gli altri siti del Gruppo (Russia e Marocco). Le sue emissioni di CO2 sono inferiori a 140 g/km, oppure l’auto può funzionare con bioetanolo E85 o biodiesel B30. Le vetture « Renault eco² » sono modelli che emettono una quantità limitata di CO2, principale gas responsabile del riscaldamento climatico. La soglia dei 140 g/km di CO2 (equivalente ad un consumo di 5,3 l/100 km per le motorizzazioni diesel e di 5,9 l/100 km per quelle benzina) può essere raggiunta mediante il ricorso a tecnologie specifiche (come il downsizing), oppure attraverso l’uso dei biocarburanti. Le piante utilizzate per la fabbricazione dei biocarburanti assorbono il CO2 presente nell’atmosfera durante la fase di crescita (fotosintesi). Nella valutazione del ciclo denominato “dal pozzo alla ruota”, il guadagno in termini di CO2 può toccare il 70% per il bioetanolo E85 rispetto allo stesso modello benzina, e il 20% circa per il biodiesel B30 rispetto allo stesso modello diesel. Almeno il 5% delle materie plastiche che contiene derivano dal riciclaggio. Oltre ad essere progettata in modo da consentire la valorizzazione del 95% della sua massa a fine ciclo (riciclaggio e valorizzazione energetica), la vettura « Renault eco² » deve integrare oltre il 5% di materie plastiche riciclate. New Clio ne contiene già circa 10% (20 kg) e New Twingo 9% (15 kg). Questa quantità continuerà ad aumentare nei futuri modelli della gamma. Al lancio, la label si applicherà alla marca Renault sui mercati europei, e verrà estesa, in un secondo momento, agli altri mercati mondiali. Inoltre, in una prospettiva di miglioramento continuo, i criteri saranno resi più severi per integrare i progressi ecologici realizzati e proporre una gamma di vetture ecologiche al miglior livello. L’ottimizzazione dei motori tradizionali (benzina e diesel) resta uno dei mezzi più economici per limitare il consumo di carburante e, di conseguenza, le emissioni di gas serra. Campo in cui Renault ha una riconosciuta esperienza, il « downsizing » delle motorizzazioni cumula entrambi i vantaggi, e consiste nel ridurre la cilindrata di un motore, preservandone le performance grazie ad appropriate soluzioni tecnologiche (aggiunta di un turbocompressore, ricorso all’iniezione diretta, ecc). In tal modo, un propulsore diesel 1.9 litri, che erogava in passato una potenza di 93 cv, viene oggi sostituito da una motorizzazione 1.5 litri turbo da 105 cv, caratterizzata da un compromesso performance/consumi più vantaggioso. Nel 1993, una Renault 19 1.9 DT 93 cv, partendo da Parigi, poteva raggiungere Montpellier (748 km) con un consumo medio di 6,5 l/100 km (172 g/km di CO2). Oggi, una Mégane 1.5 dCi 105 cv arriva a Venezia (1.110 km), consumando soltanto 4,5 l/100 km (120 g/km di CO2). Grazie a tali progressi, ai volumi e alle emissioni medie della sua gamma, Renault si classifica oggi fra i tre Costruttori che contribuiscono maggiormente alla riduzione delle emissioni di CO2 in Europa. Il più recente dei propulsori benzina di Renault, il TCE 100, illustra perfettamente la competenza acquisita dal Costruttore in materia. Con la potenza di una motorizzazione 1.4 l (100 cv) e la coppia di una 1.6 l (145 Nm), questo motore di 1.2 l di cilindrata è caratterizzato, su Clio by Rip Curl, da consumi in ciclo misto di appena 5,9 l/100 Km (139 g/km di CO2), offrendo al tempo stesso grinta fin dai bassi regimi, grazie all’associazione della piccola cilindrata e di un turbo ad inerzia ridotta. Il turbo, che dispone di una funzione « overpower », consente di ottenere un supplemento di potenza istantanea sul 2°, 3° e 4° rapporto a più di 4.500 g/min. Renault applica questa esperienza anche alle motorizzazioni diesel. Equipaggiata con il propulsore 1.5 dCi 105 cv con filtro antiparticolato, Mégane emette soltanto 120 g/km di CO2, posizionandosi al vertice della classifica di CO2 del suo segmento nel 2005 in Europa. Questa motorizzazione della gamma Renault si avvale delle più recenti innovazioni tecniche: turbo a geometria variabile multi-alette, iniezione multipla piezoelettrica, filtro antiparticolato con iniettore integrato sul collettore di scarico, ecc. Il « downsizing » applicato da Renault per lo sviluppo dei suoi nuovi motori consente di conciliare l’aspetto ecologico (riduzione delle emissioni di agenti inquinanti e di CO2) e l’aspetto economico (riduzione del consumo di carburante e tecnologia abbordabile). Questa tecnica è perfettamente in linea con la filosofia della label « Renault eco² ».Per Renault, i biocarburanti rappresentano una delle soluzioni più efficaci per tenere sotto controllo, nel medio periodo, le emissioni di CO2. Oltre a rivelarsi ecologicamente efficaci, in quanto esempi di un’energia rinnovabile e diversificata derivata da vegetali, ed economicamente validi, in termini di costi di sviluppo di motori compatibili e prezzi di vendita ai clienti, i biocarburanti consentono di limitare la dipendenza energetica dai carburanti fossili. Con la commercializzazione di una Mégane compatibile con il bioetanolo (E85), in aggiunta ai veicoli commerciali alimentati con biodiesel (B30), Renault conferma il suo impegno in tale tecnologia, e si posiziona tra i rari costruttori automobilistici a proporre una duplice offerta di biocarburante ai propri clienti in Europa.