Nel 2009 gli italiani hanno speso per l’acquisto di auto usate 20,4 miliardi di euro. Si tratta di una cifra certamente molto elevata, ma inferiore di ben il 14,6% alla spesa dell’anno precedente.

Come è noto, il mercato dell’auto nuova nel 2009 è riuscito a contenere le perdite grazie agli incentivi alla rottamazione. Proprio gli incentivi hanno però pesantemente penalizzato il mercato dell’usato che ha subito la concorrenza del nuovo fortemente scontato grazie ai bonus statali. I “trasferimenti di proprietà, al netto delle minivolture”, cioè le vendite di auto usate, hanno così subito nel 2009 un calo del 5,1%. E a questa contrazione si aggiunge un calo delle quotazioni medie stimato nel 9%. La contrazione complessiva del mercato è così del 14,6%.

Questi dati sono stati resi noti da CarNext (società specializzata nella vendita di auto usate provenienti dalle flotte in noleggio a lungo termine di LeasePlan Italia, uno dei principali operatori del settore).

Secondo Franco Oltolini, direttore di CarNext, “la contrazione delle vendite di auto usate e soprattutto delle loro quotazioni non ha penalizzato soltanto gli operatori, ma anche, e soprattutto gli automobilisti, in quanto ha determinato un aumento della cifra necessaria per acquistare un auto nuova, cifra che, in caso di sostituzione dell’auto, cioè nell’85% dei casi, è data dalla differenza tra il prezzo netto della nuova vettura e quanto si ricava dalla vendita dell’usato. Sarebbe quindi opportuno che, come avvenne con gli incentivi 2002-2003, il Governo, nel rinnovare gli aiuti alla domanda di auto per il 2010, prevedesse un bonus anche per chi acquista un’auto usata euro 3 o euro 4 e rottama una euro 0, euro 1 o euro 2”.

“Tra l’altro, nel mercato complessivo dell’auto - prosegue Oltolini – nel 2009 si è ridotto il rapporto tra acquisti di auto usate e immatricolazioni di autovetture nuove. Nel 2008 erano state vendute 136 auto usate per ogni 100 autovetture nuove, nel 2009 il rapporto scende a 130. Non è un calo particolarmente drammatico, ma è significativo se si considera che il rapporto è sensibilmente inferiore a quello degli altri paesi automobilisticamente avanzati, dove si vendono almeno 240 auto usate per ogni 100 nuove”.

Un maggior numero di passaggi di proprietà nella vita delle autovetture implica una loro migliore utilizzazione che si concreta nel fatto che nel loro ciclo di vita le vetture passano a clienti con diverse fasce di reddito. In Italia questo processo, utile sia per il mercato che per il pubblico, non è però possibile perché una fortissima imposizione fiscale colpisce i passaggi di proprietà che negli altri paesi europei non sono tassati o pagano un tributo poco più che simbolico.