Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo
NEWS - Ambiente & Sicurezza
Come produrre energia pulita e ridisegnare l'ambiente con le nuove progettualità delle autostrade
Le autostrade di domani, e in parte già di oggi, contribuiranno a ridisegnare il paesaggio realizzando nuove aree a verde, saranno perlopiù autosufficienti dal punto di vista energetico e riusciranno persino a creare nuova energia pulita. Utopia? No, è il frutto di nuove tecnologie in parte già in atto e comunque disponibili per l'immediato futuro.
È quanto è emerso nel corso del terzo dei seminari Innovazione e nuove infrastrutture autostradali: buone pratiche internazionali a confronto, organizzato da Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo e dedicato a Energia e ambiente, tenutosi ieri a Milano.
"Le autostrade sono infrastrutture che ridisegnano l'ambiente, non opere di cementificazione", ha sottolineato Massimo Di Marco, amministratore delegato di Milano Serravalle Milano Tangenziali. "Oggi", prosegue Di Marco, "costruire un'infrastruttura rappresenta un'opportunità per migliorare la qualità ambientale e paesaggistica del territorio". E cita il caso del nuovo svincolo Forlanini, sulla tangenziale Est di Milano: nel risistemare quello che un tempo rappresentava un'uscita ad altissimo rischio per la viabilità, è stato effettuato un rivestimento a verde di 100 mila metri quadri e sono state posizionate 2600 metri quadri di barriere antirumore.
L'attenzione per l'ambiente è d'altra parte un'esigenza sempre più sentita ed emersa con forza anche nell'ambito del Congresso mondiale della strada tenutosi a Parigi nel 2007. La tecnologia può in questo senso dare un grosso contributo: è ad esempio in fase di sperimentazione da parte della stessa Milano Serravalle Milano Tangenziali l'uso di vernici ed asfalti fotocatalici, in grado di assorbire in parte gli agenti inquinanti emessi dai veicoli; oltre a questi anche l'uso di piante "mangia smog" a ridosso della rete stradale, in grado di assorbire 280 tonnellate di CO2 all'anno. È poi allo studio l'uso di pannelli fotovoltaici in grado ad esempio di illuminare una galleria o un tratto autostradale, e abbattere così di circa il 30% la spesa attuale per l'energia elettrica.
Un punto imprescindibile resta comunque la fase progettuale delle nuove infrastrutture. In Olanda, in questo senso, hanno compiuto passi da gigante. Nico van Dooren, consulente senior di tecnologia ambientale della società di ingegneri e architetti Royal Haskoning, ha sottolineato come nei Paesi Bassi vengano tenuti in considerazione tutti i possibili fattori legati alla costruzione di una nuova infrastruttura: non solo l'ambiente inteso come persone, flora e fauna, ma anche l'impatto a livello di rumorosità, inquinamento dell'aria e luminoso. Per fare questo, ma soprattutto per trovare fin dalla fase progettuale l'appoggio della cittadinanza coinvolta dal passaggio della nuova infrastruttura, vengono ad esempio adottate delle simulazioni al computer (realtà virtuale) che consentono anche ai non addetti ai lavori di valutare il grado di rumorosità che l'infrastruttura determinerà attraverso una percezione diretta. Per supportare ancora meglio la fase progettuale, ha spiegato Piet Kunst, anch'esso della Royal Haskoning, sono stati poi creati dei modelli di valutazione che tengono conto non solo di aspetti tecnici come la scelta dei materiali, ma anche i costi, e l'impatto globale sul territorio.