Tecnica motoristica raffinata Da un punto di vista tecnico, ed è facile immaginarlo viste le prestazioni, il propulsore che spinge la CBR 600 RR è estremamente moderno. Le sue forme esteriori, estremamente compatte, sono state studiate da un punto di vista longitudinale, con il preciso scopo di d’allungare il forcellone e spostare in avanti motore e pilota, e da un punto di vista trasversale per offrire un maggior angolo di inclinazione.
Anche all’interno del guscio le modifiche sono numerose oltre che sostanziose. I pistoni, ad esempio, pesano ognuno la bellezza di 15 grammi in meno, così come le bielle che, grazie ad un innovativo sistema di fissaggio del cappello privo di dadi, consente un risparmio di 35 grammi.
Anche l’impianto di alimentazione subisce notevoli variazioni, a partire dai corpi farfallati, che da 38 passano a 40 mm, per arrivare ad una nuova tipologia di iniezione sequenziale (PGM DSFI), gestita da una sofisticata centralina a 32bit: sono due gli iniettori, uno a valle della valvola a farfalla ed uno inserito direttamente nella cassetta filtro, che entra in azione solo dopo quota 6.000 giri/min.
L’albero motore e gli alberi del cambio, inoltre, non sono disposti come da tradizione lungo un asse verticale, ma sono stati sfalsati, con lo scopo di ridurre il più possibile gli ingombri.
Telaio avvolgente Il telaio della 600 RR, appare molto snello, “avvolgente” nei confronti del propulsore, ed ispirato inequivocabilmente a quello della “sorella” MotoGp RC 211 V. Una nuova tecnica costruttiva, quella della pressofusione, ha permesso di ridurre notevolmente lo spessore delle pareti, sceso da 3.5 a 2.5 mm.
Le ridotte dimensioni del propulsore, hanno permesso ai tecnici Honda di costruire un forcellone più lungo – di ben 43 mm – e leggero rispetto alla precedente CBR 600 Sport. Questo importante elemento tecnico, è collegato all’ammortizzatore posteriore tramite leveraggi progressivi, totalmente “annegati” nel forcellone stesso secondo lo schema Pro Link di derivazione, anch’esso, RC 211 V.
La forcella anteriore, di tipo “tradizionale”, è a steli dritti con diametro di ben 45 mm. Inutile sottolineare come sia possibile ogni tipo di regolazione, così come per l’ammortizzatore che controlla il movimento della sospensione posteriore.
Le pinze freno della Nissin, infine, abbinate a dischi da 310 mm di diametro, assicurano potenza ed un ridotto sforzo sulla leva, a tutte le andature, senza denunciare cali durante la guida più sportiva.
Cura costruttiva Honda E’ quasi inutile sottolineare come la CBR 600 RR sia realizzata in modo esemplare. Gli accoppiamenti plastici sono eccellenti così come la cura per il dettaglio tecnico, tanto da sembrare in alcuni dettagli una special piuttosto che una moto prodotta in serie, come nel caso delle pedane alleggerite o le bellissime saldature del forcellone.
Il cruscotto, è molto piccolo, ma non rinuncia all’ago del contagiri, decisamente più leggibile, ad esempio, del pannellino digitale montato sulla VTR-SP2. Le informazioni fornite riguardano l’ora, la velocità, il parziale ed il totale kilometrico, la velocità e l’ora, senza dimenticare il led del limitatore di giri.
Non manca la scritta HISS, ormai praticamente di serie su tutta la gamma Honda, che segnala ad un eventuale malintenzionato la presenza dell’immobilizer.
Quanto costa la CBR 600 RR? CBR 600 RR è in vendita presso le concessionarie Honda a partire da 10.200 euro. Interessante la lista degli optional che comprende, tra gli altri, lo sportivo copricodino , il lucchetto ad “U” (perfettamente dimensionato per lo spazio sottosella), il telo coprimoto o il cavalletto posteriore.
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