Gamma Buell 2007 - Test Ride. Tunisi – Un cielo blu cobalto sovrasta dune di sabbia del deserto sahariano e verdi colline. Piccoli paesini bianchi, diventando tutt'uno con il mare che si confonde con l'azzurro intenso della volta celeste. Questa è la Tunisia, un paese che vive due realtà diametralmente opposte, sia territoriali che sociali. Un paese che evolve rapidamente, viaggiando a braccetto con un passato che non vuole – o non riesce - a cedere il passo al progresso. Ai bordi delle strade, dei carretti trainati da ronzini, trasportano, da un villaggio all'altro, quantità impressionanti di qualsivoglia oggetti: piante, ortaggi, mobili o persone. Qui, dove la tradizione si fonde con il progresso e la modernità, Buell presenta alla stampa la gamma 2007 ed Infomotori.com non poteva mancare: una continua evoluzione che rimane fortemente legata ai capisaldi delle proprie origini, ma che sa nel contempo progredire e migliorarsi. Una famiglia Lightning Una famiglia fatta di sigle, quasi codici fiscali, che identificano modelli, stili e filosofie delle due ruote Buell. La Gamma ora si compone di ben sette esemplari, tutti uguali – o quasi – e nel contempo estremamente differenti per soluzioni e stili di guida. Ce né per tutti i gusti insomma: cattive, sornione, rilassate, "normali" ed anche all road, basta trovare quella che più si addice ad esigenze e stili di guida ed il gioco è fatto! CITYX XB9SX Partiamo dalla piccola di Casa: “piccola” non solo nelle dimensioni, ma anche nelle cubature con il twin di Milwaukee di “soli” 984 cc. L'interasse di 1320 mm, consegna alla vista una moto estremamente compatta, complice anche un angolo d'inclinazione del canotto di sterzo di soli 21°. La linea è la tradizionale Buell: fatta di un generoso telaio in alluminio che funge da serbatoio e che stringe in una vera e propria morsa il bicilindrico Harley-Davidson, sul cui fondo dimora il classico scarico. Piccola sì, ma molto alta da terra. Rispetto alle sorelle della gamma XB, la CITYX ha la sella a 797 cm da terra, misura praticamente indispensabile per uscire dal segmento delle minimoto e per consentire sia una posizione di guida non estremamente raccolte, sia il non penalizzare troppo la visuale nel traffico cittadino. La posizione in sella non può che essere comunque molto raccolta e leggermente pronunciata verso l'anteriore. Tale prerogativa risulta quasi indispensabile per poter condurre una moto con un'interasse ed un inclinazione dello sterzo con questi valori, basta infatti dare un'accelerata un po' più viva del solito che l'anteriore si solleva da terra. L'ampio manubrio in stile Supermotard, obbliga ad una posizione a braccia aperte molto comoda e pratica, soprattutto nella guida in città. Continua »