Il passeggero si trova seduto su una poltrona, cosa indispensabile per portare la ragazza in viaggio senza doverci litigare perché in nervosità dalla scomodità; unico neo è che il passeggero avverte un po’ le asperità trasmesse dal monoammortizzatore un po’ troppo duro. In definitiva la moto è ora molto più rifinita, soprattutto nelle plastiche e nella strumentazione mista analogico/digitale, più moderna e aggressiva d’aspetto, ma anche e soprattutto nella sostanza, conferma quelli che erano i punti di forza della vecchia Transalp e ne aggiunge altri, come detto: maggiore guidabilità in strada, minori consumi, maggior comfort e invariata possibilità d’utilizzo in light off road. Certo non è diventata una moto bruciasemafori, né una candidata per la Parigi Dakkar, ma continua ad eccellere nella sua versatilità, non cambia direzione e non tradisce i tanti appassionati di questo grande classico, ma anzi se dovessimo fare un pronostico ci sentiremmo di dire che probabilmente i volumi di vendita, con questo nuovo modello, saranno ampiamente confermati.

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