Moto Guzzi Stelvio 1200 – Long Test Ride. Sgombriamo subito il campo: la chiamiamo “enduro stradale” ma è su strada che si trova più a suo agio e lo si capisce subito solo guardando quel pneumatico posteriore da 180 pollici o il puntale paramotore in plastica poco incline alle sassate. Complici l'altezza (840 mm) e le linee che disegnano la Stelvio ma si ha subito una chiara impressione di solidità. Serbatoio muscoloso ma slanciato, sella accogliente, motore, cardano e cerchi neri e davanti quei due faroni dalla linea decisamente personale, può piacere o meno ma non manca di colpire. Altrettanto personale il posteriore con il faro a led coperti da plastica bianca. Ma ciò che le dà la parte preminente della personalità che esprime, così come anche a giustificare il marchio sul serbatoio, è il bicilindrico 1200 con la configurazione tipica delle moto di Mandello. La Stelvio bada alla sostanza e non si perde in frivolezze; l'aspetto esprime la grinta di chi – a differenza di concorrenti più paciose alla vista – non aspetta altro che lanciarsi avanti, curva dopo curva.
Importante la dotazione tecnica e tante sono le firme italiane, da Marzocchi a Brembo e Marelli, che compongono la Stelvio e – come vedremo – questo bagaglio tecnico oltre ad essere presente si sente anche. Strumentazione ricca ed efficace però avremmo gradito – e sarebbe stato quantomai utile, visto il particolare carattere del twin – l'indicatore della marcia inserita.
Scheda tecnica
| Motore | Bicilindrico a V di 90° |
| Cilindrata | 1151 cc |
| Potenza/giri | 105cv/7500 |
| Coppia/giri | 108 Nm/6400 |
| Lunghezza | 2.250 mm |
| Larghezza | 1.025 mm |
| Altezza sella | 840 mm |
| Peso | 251kg |
| Capacità serbatoio | 18 lt |
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Pregi
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Ciclistica
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Frenata
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Comandi intuitivi
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Difetti
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Coppia ai bassi
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Comfort pedane pilota
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