Ducati 1098 – Test Ride. Kyalami-South Africa. La Ducati ha cominciato a rimettere le cose a posto nel suo reparto stilistico e il suo nuovo modello di punta, la superbike 1098, è stata eletta “Regina del Salone di Milano 2006” dal pubblico degli appassionati. È il primo, determinante passo verso il successo, visto che la moto, in primo luogo, deve essere bella e grintosa, per cominciare ad emozionare dal primo, fondamentale contatto visivo. Poi deve essere potente e, conseguentemente, deve consentire di usare appieno della sua potenza: con slancio, con immenso piacere, con intensa emozione. E in sicurezza. Per la Ducati e il suo Direttore Generale, ingegner Claudio Domenicali, 1098 è una partita fondamentale: è il futuro. E nel suo progetto Domenicali e i suoi hanno immesso tutta la loro competenza e la loro passione creativa, perché la mitica 916, per anni la più amata ed ammirata icona del motociclismo sportivo, avesse una degna erede.
Con buona pace della 999, moto di assoluta eccellenza tecnica (non per nulla quest’anno è tornata a vincere il Mondiale Superbike), ma dall’estetica discutibile. Il consenso espresso dal pubblico al progetto stilistico di Ducati 1098 dice che Claudio Domenicali ha fatto bene a dare fiducia al nuovo, giovane designer di Ducati, Gianni Fabbro. Grazie alla sua creatività, il progetto 1098 ha messo a segno il suo primo colpo vincente. Il secondo è merito diretto di Domenicali e del team ingegneristico Ducati. Claudio (lo possiamo chiamare per nome perché è uno di noi, perché in moto ci va, e pure forte) ha voluto che la nuova Superbike Ducati riscrivesse gli standard della categoria. Innanzi tutto dando un nuovo senso alla scelta bicilindrica: una moto con propulsore a due cilindri deve offrire il vantaggio di essere più leggera di una con motore frazionato su quattro cilindri.

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