<BMW K1300S – Long Test Ride. Prima dell’Intermot 2008 si sapeva che la serie K di BMW avrebbe portato alcune novità. Le info ufficiali parlavano di un facelift, i bene informati parlavano di un aumento di cilindrata; una volta vista, si è scoperto che si trattava di entrambe le cose ma a colpo d’occhio non si riusciva a scorgere il rinnovamento così profondo e – aggiungiamo – ben riuscito che ha vissuto grazie al lavoro degli ingegneri di Monaco. Cresce la cilindrata di quasi 150cc, ci sono 8 nuovi puledri e 10 Nm di coppia in più. Certo, questi sono solo numeri ma avremo modo di spiegare nella parte che racconta la nostra prova su strada come la KS sia migliorata nel suo complesso. Cambia anche il comparto trasmissione che riceve una nuova forchetta del cambio – nota dolente del 1200 – e una nuova leva, ora imperniata dalla parte opposta rispetto a prima. Modificati, inoltre, i rapporti del cardano. Altre modifiche (Duolever alleggerito e misura del pneumatico posteriore) hanno contribuito a variare le quote ciclistiche a favore della maneggevolezza e del feeling con la ruota anteriore. A livello estetico confermato lo stile della versione 1200 ma rivisto nell’ottica di alleggerirne le linee: ecco, allora, la parte centrale del cupolino in plastica nera e non più, quindi, un pezzo unico, fiancata spezzata e rimodellata con anche una presa d’aria nella parte inferiore. Nuovi i colori e nuove le grafiche mentre restano identici i cerchi; rivista la strumentazione dove sono stati invertiti rispetto al passato i colori di fondo di tachimetro e contagiri ma per chi non si accontenta è disponibile in opzione il cruscotto tutto digitale della HP2Sport dove si possono anche selezionare le modalità “Race” e “Road”. Completamente nuovo lo scarico, decisamente più snello e meno simile ad un “tubo da stufa” com’era sulla 1200. Sulla K1300S debuttano anche l’ESA2 e i nuovi blocchetti elettrici. Novità, quest’ultima, che ha fatto molto parlare la comunità di BMWisti, da ormai 25 anni affezionati a dei comandi decisamente atipici nel panorama motociclistico. Noi li abbiamo trovati di gran lunga più comodi, pratici e funzionali, specialmente il clacson che, guadagnata la posizione standard, risulta molto più immediato da usare. Peccato, invece, per il pulsante dedicato alla regolazione delle manopole riscaldate che, non essendo più un selettore elettrico ma un pulsante elettronico, non mantiene la regolazione pre-impostata una volta che si spegne e si riaccende la moto, con il disagio di doversi ricordare di accenderle nuovamente dopo aver fatto benzina. E peccato anche per le frecce che quand’erano una a destra ed una a sinistra del manubrio risultavano più intuitive e, peraltro, con dei guanti invernali non si riesce ad avere un’adeguata sensibilità per governare il nuovo comando degli indicatori di direzione. Ad ogni modo, probabilmente, è sufficiente prenderci l’abitudine.

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