Honda Hornet – Long Test Ride. Non c’è dubbio che nel settore delle naked, nonostante le numerosissime novità degli ultimi anni, ci sia una moto che surclassa tutte le altre in termini di “controllo del territorio”. Non intendiamo certo con questo dire che sia una moto sovversiva, ma nel senso che non si può fare una passeggiata per alcuna città italiana senza imbattersi in decine di esemplari della Hornet, dai primi modelli con il coprimarmitta “bucherellato” alla tecnologicissima ultima versione, che sembra fuoriuscita dai bozzetti di Go Nagai, grande autore manga giapponese, più che dal centro design della Honda.
La nuova Hornet è cambiata molto soprattutto negli ultimi 2 anni, abbandonando il tradizionale faro tondo per forme più originali, squadrate ed aveniristiche. Sull’estetica c’è ben poco da dire, questo è un aspetto di una moto assolutamente soggettivo, su cui non ci sentiamo di metter bocca: ci sono i nostalgici che la criticano per essere troppo simile ad un robot dei cartoni animati, mentre molti altri si sono esaltati a vedere tanta novità, chi avrebbe voluto la marmitta tonda, chi la marmitta triangolare, insomma, ognuno dice la sua, ma alla fine quello che conta è come va e se consente un utilizzo a 360°.
La Hornet, infatti, si presenta con un motore per niente pigro, anzi, deriva direttamente dalla CBR600RR, una buona ciclistica e soprattutto la possibilità di essere usata in città, fuori città, per andare al lavoro e pure in vacanza, coniugando, insomma, molteplici campi di utilizzo per un prezzo molto contenuto: il prezzo ufficiale di 7.590€, dichiarato ufficialmente dalla casa e che già è abbastanza contenuto, può essere anche superato al ribasso cercando occasioni per concessionari.
Girava voce, un tempo, che il prezzo della Honda fosse così contenuto perché la moto non eccelleva dal punto di vista dell’equipaggiamento. Verifichiamo. Motore tradizionale a 4 cilindri in linea, 599cc, da 102 cv massimi a 12.000 giri/minuto con una coppia di 63,5 Nm a 10.500 giri/minuto, telaio in monotrave di alluminio a sezione rettangolare, forcella anteriore telescopica rovesciata con sistema HMAS regolabile in escursione e ritorno, monoammortizzatore posteriore regolabile in escursione, ritorno e precario (7 posizioni) e freni composti da due dischi idraulici da 296 x 4,5 mm con pinze a due pistoncini, rotori flottanti e pastiglie in metallo sinterizzato all’anteriore e al posteriore un disco idraulico da 240 × 5 mm con pinza a singolo pistoncino, e pastiglie in metallo sinterizzato. La seduta è comodissima, l’ampia sella accoglie chiunque, con o senza passeggero e l’altezza di 800 mm risulta buona per centauri di qualsiasi stazza e altezza, come i 199Kg di peso in ordine di marcia, sembrano essere molti di meno quando si è in sella.
Ma è veramente una moto adatta a tutti, a tutte le condizioni d’utilizzo in estrema sicurezza?
Per provarla decidiamo, invece di farci i soliti giretti fuori porta o nel traffico cittadino, di portarla a percorrere 4.000Km su uno dei peggiori asfalti europei, quello greco, carica all’inverosimile, pronti a prender nota di qualsiasi minima inezia che non vada.
Scheda tecnica
| Motore | 4 cilindri in linea raffreddato a liquido |
| Cilindrata | 599 cc |
| Potenza | 102 cv / 12.000 giri |
| Coppia | 63,5 Nm / 10.500 min |
| Larghezza | 740 mm |
| Lunghezza | 2090 mm |
| Peso a secco | 173 kg |
| Altezza | 800 mm |
| Serbatoio | 19 lt |
| Prezzo | 7.590 Euro |
Difetti
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Nessun difetto evidenziato
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