MV Agusta Brutale 1090RR – Test ride. La Brutale da che ha fatto la sua comparsa si è subito guadagnata la considerazione di naked più bella, esclusiva, innovativa e rifinita che ci sia, traguardo questo di tutto rispetto, ma con un risvolto negativo, soprattutto per i progettisti della casa lombarda: come fare infatti a rinnovare questo gioiello made in Tamburini, rispettandone le linee e l’essenza senza snaturarla e soprattutto in modo da soddisfare le enormi aspettative di chi si aspetta ancor meglio di quanto già era stato fatto?
Se la si vede di sfuggita si potrebbe pensare che non sia cambiata molto, sì qualche ritocco qui e lì, ma in buona sostanza la vecchia Brutale. Se questo è ciò che vi sembra, lasciate che vi diamo una mano a vedere le enormi novità apportate.
Cominciamo dai 2 punti cardine della Brutale: faro e display. Il faro ha segnato il cambiamento nel 2001: quando è apparso ha diviso l’opinione, ma subito dopo la linea è stata ripresa un po’ da tutti, quindi come rinnovarlo ora? Non molti cambiamenti estetici, ma di sicuro impatto, dato che ora al centro del fanale trova posto un luminosissimo faro polissoidale da cui partono due file di led che rendono la Brutale assolutamente riconoscibile anche a centinaia di metri di distanza. Sempre i led sono protagonisti anche nello stop, su cui disegnano una V inconfondibile e le frecce, sia posteriori, che anteriori, integrate negli specchi; una particolarità dello specchietto è che il bordino, quando inserite la freccia, grazie ad un complesso gioco di riflessi, si illumina per farvi vedere che avete la freccia inserita. Il display, dicevamo, conserva la forma a goccia orizzontale che già aveva, è diviso in 2 quadranti e oltre alle consuete informazioni, riporta la marcia inserita, i tempi del cronometro, eventuali malfunzionamenti e a richiesta può essere equipaggiato con il controllo della pressione degli pneumatici, per avere sempre sott’occhio il controllo sulla pressione delle gomme.
Faro e display a parte, sempre esteticamente, spiccano le grosse prese d’aria e la sella è visibilmente più ampia per consentire maggior comfort al pilota come anche al passeggero. Il passeggero, poi, non sarà costretto ad avvinghiarsi al pilota come un koala, né a tenere orrende maniglione che avrebbero rovinato l’estetica di questo gioiello, ma potrà sostenersi a due sostegni ad incasso che si trovano nella parte inferiore della coda.
Tutto questo per quel che riguarda l’estetica, ma i veri cambianti sono meno visibili. Innanzitutto il motore, con nuovo basamento, nuovo sistema idraulico e di lubrificazione, vede ridurre la sua potenza massima a 144Cv, ma ora dispone di un nuovo contralbero al cambio che diminuisce radicalmente le vibrazioni al manubrio, inoltre si trova sulla nuova Brutale il traction control regolabile in 8 posizioni e una duplice mappatura asciutto/bagnato, che invece di tagliare la potenza massima, modifica l’erogazione rendendola meno brusca e quindi evitando perdite di grip.
Inoltre tutta la moto è stata rivista in funzione di un generale alleggerimento: il telaio, che potrebbe sembrare identico alla versione precedente, è invece più sottile e snello, i cerchi forgiati, di incredibile e unica bellezza, fanno risparmiare 1,2 Kg, stesso peso tolto dal meraviglioso forcellone posteriore.
Si conferma invece l’adozione dei migliori pezzi in circolazione, come le forcelle rovesciate Marzocchi da 50 mm o l’impianto frenante racing Brembo costituito da pinze radiali a 4 pistoncini su dischi da 310mm o la centralina Magneti Marelli che controlla i corpi farfallati da 43 mm della Mikuni, insomma il meglio che si possa desiderare.
La 1090, a differenza della 990, dispone anche della frizione antisaltellamento, dispositivo essenziale per l’utilizzo in pista.
E proprio parlando di pista ci viene da chiederci: ma la 1090RR si troverà più a suo agio sulle strade o tra i cordoli? Le strade intorno al circuito di Misano e il circuito stesso ci aiutano a dare risposta al quesito.

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