È la moto che ha fatto più scalpore dalla sua uscita, considerata la più grande innovazione degli ultimi tempi e subito una delle più desiderate dai “pistaioli” italiani.
La BMW S1000RR, per quanto non brilli di personalità estetica né acustica, è riuscita a farsi riconoscere, forse grazie ai fari asimmetrici tipici della casa teutonica, ma più che altro grazie al tripudio di elettronica che la BMW ha introdotto, grazie alla sua vastissima esperienza, nel mondo delle moto.
Per quanto riguarda le parti principali non ci sono enormi innovazioni, non ci sono i pistoni ovali della Honda NR, né un telaio derivato dalla Enterprise del capitano Kirk, bensì scelte più tradizionali. Il motore è un 4 cilindri in linea, solitamente tipico delle moto nipponiche, capace di erogare 193 cv a 13.000 giri, con una coppia di 112 Nm a 9.750 giri. Di particolare, però, qualcosa nel motore c’è.
Innanzitutto i pistoni che hanno l’alesaggio più grande mai visto su una moto, con ben 80 mm ed una corsa di appena 49,7 mm, combinazione che porta il regime massimo di rotazione a 14.200 giri. Troviamo anche le valvole di aspirazione comandate da bilancieri a dito, frizione antisaltellamento e gas ride by wire: nessuna di queste è una novità assoluta nel mondo delle 2 ruote, ma testimoniano indubbiamente la grandissima attenzione della BMW nel progettare un motore che fosse quanto di meglio si potesse pensare, al fine di massimizzare le prestazioni in pista.
Ovviamente anche la ciclistica è all’altezza di un propulsore così spropositato. Il telaio è in alluminio, come il forcellone posteriore, niente di mai visto, anche in questo caso, ma come andremo a vedere, il risultato funzionale è comunque eccellente. Il reparto sospensioni prevede forcella pluriregolabili da 46 mm all’anteriore e monoammortizzatore a gas, mentre i freni sono Brembo ad attacco radiale su 2 dischi anteriori da 320 mm e un disco posteriore da 220 mm.
Dove la S1000RR fa la differenza, come già accennato, è nell’elettronica. Oltre al ride by wire, infatti, troviamo la possibilità di selezionare una delle 4 mappature (rain, sport, race e slick), ABS studiato per la pista, sistema anti-impennata, DTC (Dynamic Traction Control) regolabile e una serie infinita di sensori che non sfigurerebbero sulla sonda Cassini. Per quanto, apparentemente, non sia una delle moto più piccole in circolazione, pesa solo 183 Kg a secco (204 in ordine di marcia) che uniti alla potenza del motore la rendono una moto di riferimento nel segmento delle supersportive.
Il costo è forse una delle cose più sorprendenti. Abituati ai prezzi non certo popolari della casa dell’elica, i 15.850 euro della versione base sembrano veramente pochi, anche se va considerato che allestendola con DTC, ABS e cambio elettronico, si arriva a 17.400 €, cifra comunque non molto dissimile dalle concorrenti.
Per verificare se il tanto lavoro della BMW l’abbia resa una vera e propria “spaccacronometro”, l’abbiamo provata su 3 circuiti: Almeria, Vallelunga ed Imola.
Scheda tecnica
| Motore | 4 cilindri in linea |
| Prezzo | €15.850 |
| Tempi | 4 |
| Cilindrata cc | 999 |
| Potenza | 193 cv (142 kW) / 13000 giri |
| Coppia | 11.42 kgm (112 Nm) / 9750 giri |
| Marce | 6 |
| Avviamento | Elettrico |
| Raffreddamento | A liquido |
| Peso | 183 kg |
| Freni | Doppio disco 320 mm anteriore, disco 220 mm posteriore |
| Dimensioni (lungxlargxalt) | 2056 mm; 826 mm; 820 mm |
| Cerchi | (ant./post.): 17'' / 17'' |
| Capacità serbatoio | 17.5 litri |
Pregi
| Motore - Ciclistica - Elettronica |
Difetti
| Mancanza di personalità |




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