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Pubblicato il - Autore Carlo Valente

F1 GP Malesia 2012: Sergio Perez secondo per ordine del box Ferrari?

Circola l'indiscrezione che la Scuderia Ferrari avrebbe consigliato al box Sauber e al suo pilota di non sorpassare Fernando Alonso negli ultimi sei giri a Sepang, in cambio di un sedile in Ferrari l'anno prossimo

La Ferrari ha ordinato a Perez di non superare Alonso?
É la domanda che molti, sorridendo, si sono fatti domenica mattina davanti la tv tra l'ironico e l'isterico guardando gli ultimi giri del GP della Malesia.
Forse può anche essere stata una esortazione dei milioni di ferraristi sparsi nel mondo (ad eccezione del Brasile con ogni probabilità): “Domenicali, fai un salto al muretto di Peter Sauber se vuole ancora i motori Ferrari!” oppure “Sergio, alza il piede dall'acceleratore se vuoi una Ferrari!”.
Chissà se invece è successo davvero?!
Autoblog.com per esempio getta illazione in merito, avallando la ridda di voci che vuole il giovane pilota messicano presto al volante della Ferrari al posto di un fin'ora deludente Felipe Massa.

Sergio Perez in Ferrari da subito o dal 2013?
Il sito infatti si chiede come un giovane pilota al secondo anno in F1 (ha debuttato l'anno scorso) affamato di vittoria possa aver resistito dalla tentazione di superare un ex campione del mondo qual è Alonso a sei giri dal termine. Una occasione unica. Lasciata li o, meglio, gettata con un dritto in curva.
Man mano che la pista si asciugava la Sauber con motore Ferrari di Sergio Perez si avvicinava sempre più minacciosa agli scarichi della F2012 dello spagnolo.
Autosport chiama in causa anche il messaggio via radio dal box Sauber: “Sergio, stai attento, abbiamo un grande bisogno di questo secondo posto!” e poi il drittone. Chiaro che via radio i messaggi siano codificati e allora ci si chiede se quello arrivato alle cuffie del pilota messicano non sia stato un messaggio in codice proveniente dalla Ferrari (fornitore dei motori Sauber).

Secca smentita da Sauber
Inevitabile la smentita dalla Sauber ma in un ambiente dove lo spionaggio industriale prolifera non ci si potrebbe stupire più di tanto.
Così fan tutti. E per una vittoria insperata la classe che contraddistingue la propria fama per una volta può andare in secondo piano. Il fine giustifica i mezzi, mentre il luccichio brillante della vittoria è tanto accecante da mettere in evidenza solo quello che si vede e non quello che c'è dietro.

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