Motorsport Pirelli festeggia 110 anni di successi

Motorsport Pirelli compie 110 anni, oltre un secolo di successi in Formula 1, nei rally e in tutte le principali competizioni motoristiche internazionali.

A 100 anni compiuti Motorsport Pirelli diventò una leggenda e ora, messi vicino altri 10 di intensa attività agonistica dei suoi prestigiosi prodotti, è diventato un mito. Un mito che ha superato tutte le avversità di oltre un secolo di storia, dal lontanissimo 14 agosto del 1907 quando il principe Scipione Borghese inviò da Parigi il famoso telegramma che annunciava l’arrivo a Pechino, dopo 16 mila km, vincitore del raid al volante della sua Itala, gommata Pirelli. Nove parole che restano scolpite nell’albo dei ricordi dell’italianissima fabbrica di pneumatici Pirelli: “Arrivati per primi a Parigi, due sole ruote sostituite“.

Fu una vittoria grandiosa, un risultato eccezionale per quell’epoca, l’aver sconfitto gli avversari con un vantaggio abissale. Un’impresa che portò all’attenzione del mondo le doti di prestazione e sicurezza di un prodotto, che di lì a poco si sarebbe fatto conoscere con il marchio della P lunga, che oggi lo distingue in tutti i continenti. 110 anni di corse con Pirelli che si prepara alla nuova avventura 2017 con 3 numeri essenziali: 2.200 gare da sostenere, in 340 campionati, disseminati nei 5 continenti.

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“Passione + tecnologia, e persone che lavorano con a cuore il risultato. Noi viviamo grazie a chi come noi ama l’automobile”.  Così si è espresso il numero uno della Casa milanese, Tronchetti Provera, aprendo i lavori della stagione 2017 del Motorsport Pirelli, in una gremitissima sala convegni del Museo dell’Automobile di Torino, con giornalisti provenienti da tutto il mondo. E via a snocciolare i grandi successi di oltre un secolo di storia, tra i quali l’European Moto GP in Monza e il Lario Trophy
vinto da Nuvolari nel 1925, le vittorie dell’Alfa Romeo 158 nel 1950, la Lancia Stratos prime nel mondiale rally nel 1976, la Delta S4  dieci anni dopo, la Superbike nel 2004 con Diablo, senza contare il P Zero nelle vetture Prestige (leader assoluto del segmento con 1 supercar su 2 che calza pneumatici della P lunga), Premium e alto di gamma.

E tutto nasce alla Bicocca, il cuore dell’azienda Pirelli che ha diverse diramazioni nel mondo. Tutto parte da questa zona di Milano dove “è vietato sbagliare, perché ogni piccolo errore può compromettere e ripercuotersi sopra, nell’intero sistema auto”. In pista, strada e fuoristrada, su 2 e 4 ruote, in tutti i campi di gara: un’impegno a 360°, con oltre 1.000 persone coinvolte, che Pirelli si assume da oltre un secolo per fornire a tutti gli utilizzatori il massimo dell’impegno, della tecnologia e della produzione, a partire dalla Formula 1 – la massima formula automobilistica – alla quale la Pirelli consegna ogni anno intorno alle 50 mila gomme, con una progettazione e produzione dedicata, in piena collaborazione con le varie scuderie, per un matrimonio gomma-macchina che deve essere perfetto per fornire il massimo della prestazione. 14 i costruttori ai quali la Pirelli dedica un team d’altissima specializzazione, capitanato da Mario Isola, con la direzione di Paul Hembery.

Alla presentazione della stagione sportiva motoristica della P lunga sono intervenuti anche il pilota Alex Zanardi, il Ceo di Lamborghini (da 60 anni sempre gommata Pirelli) Stefano Domenicali, che ha escluso un’entrata della casa del Toro in Formula 1 (almeno nei prossimi anni), impegnatissimi come sono nel Trofeo Monomarca con 50 vetture, nel Supertrofeo, nel campionato GT3 e nella realizzazione del super Suv Urus e l’obiettivo totale di raddoppiare le vendite nei prossimi 2 anni. Intanto le nuove gomme più larghe e più alte, dal look più aggressivo e sicuramente più prestazionali (305mm davanti e 405 dietro), sono da diversi mesi in prova con monoposto ibride del 2015, con minigonne, di Ferrari, Red Bull e Mercedes. Sono completamente di nuova costruzione, con le mescole di nuovissima generazione, più veloci e con tutti i presupposti per una rivoluzione.

Nell’occasione dell’evento anche Infomotori ha partecipato alla visita allo stabilimento di produzione, il polo tecnologico di Settimo Torinese, il più avanzato per le mescole di Formula 1 e i pneumatici Ultra High Performance della P lunga, come pure il Museo dell’auto, dove sono in bella mostra tutti i tipi di auto delle diverse epoche e un settore dedicato proprio agli pneumatici che hanno fatto la storia. Molto interessante a Settimo poter osservare da vicino come nascono le gomme e con quale cura e precisione infinitesimale vengono controllate.  Anche con un piccolo e impercettibile difetto, invisibile a chiunque, la gomma viene scartata ed eliminata, in quanto Pirelli non commercializza le cosiddette gomme di seconda scelta.

Una mega costruzione composta da due corpi fabbrica longitudinali – uno per la costruzione delle mescole e l’altro per i pneumatici – collegati dalla “Spina” del famoso architetto Renzo Piano, con tetto fotovoltaico che produce ben 21,2 Gigawatt di energia,  consentendo la completa autonomia estiva al corpo uffici e ristorante aziendale. Un impianto che rappresenta l’eccellenza nel mondo dell’Industry 4.0, il nuovo paradigma di produzione industriale basato sulla più completa digitalizzazione. Cuore del sito torinese è infatti il “Next Mirs”: un’innovativa tecnologia di proprietà Pirelli, completamente robotizzata, per la produzione di pneumatici Ultra High Performance da 19 a 23″. Il Next Mirs è in grado di raggiungere una flessibilità produttiva applicabile anche ai più piccoli lotti di pneumatici.
Si inizia dal reparto mescole, su 3 piani, dove ci accoglie un buon profumo e una perfetta pulizia  degli ambienti di lavoro.

Una trentina gli ingredienti che vanno nell’impastatrice, dove si amalgamano a una temperatura mai al di sopra dei 100°. Le foto sono proibite e così sono gli occhi a scattare le più belle. Abbiamo ammirato come il pneumatico venga dapprima confezionato a “crudo” (in circa 60″ – a esempio – per la misura 225x40x18) e solo dopo vulcanizzato. Lo stabilimento di Settimo Torinese eccelle anche per flessibilità, riuscendo a costruire fino a 15 differenti tipologie di pneumatici, tutto in automatico tramite robot, con lotti minimi di 30 pezzi (negli altri stabilimenti si arriva anche a 200). Per la vulcanizzazione ci vogliono dai 15 ai 25″, con una temperatura che oscilla intorno ai 180°.

Importantissimo l’esame finale di controllo e finitura tramite sofisticate apparecchiature, ma anche a livello visivo e tattile da operatori preparatissimi. Ogni pneumatico deve essere perfetto, tanto che la percentuale di scarto non supera mai l’1%. Dallo stabilimento piemontese escono ogni giorno intorno alle 8.500 unità, che vanno a soddisfare le numerosissime supercar che scorrazzano in tutto il mondo.

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