Paolo Andreucci: “I test nel motorsport sono fondamentali”

Il 9 volte campione italiano rally ci racconta l'importanza dei test pregara

Paolo Andreucci, ci racconta cosa rappresentino i test che anticipano ogni appuntamento del calendario Rally.

Paolo: “I test nel motorsport rappresentano una fase molto delicata dell’approccio alla gara, se non la più complessa. Dalla buona riuscita di una sessione di test dipende molto spesso l’esito della gara stessa. Nei rally, a differenza della pista, ci sono più variabili che possono influenzare il risultato. Una su tutte, il terreno su cui si corre, una variabile assai delicata. Il regolamento vieta di fare test e ricognizioni su quelli che poi saranno i percorsi definitivi del rally. Per questo motivo, non si può provare su sulla strada su cui correremo. La difficoltà sta proprio in questo, andare a cercare un percorso che per condizioni del fondo (liscio o abrasivo che sia), per tipologia di curve e pendenze possa il più possibile essere simile a quello della gara.
Il rally di Sanremo e quello del Targa Florio sono entrambi rally che si corrono su asfalto, ma con caratteristiche completamente differenti. Sarebbe un grave errore scegliere un percorso a metà strada tra i due su cui basare il setup dell’auto. E qui, ritengo, l’esperienza gioca un ruolo fondamentale. Avere memoria o lo storico di tutti i terreni su cui si è corso nella propria carriera è uno dei tanti particolari che consente a noi rallisti di avere una longevità agonistica più lunga rispetto ad altre discipline. Per questo motivo abbiamo un elenco di percorsi sul quale, nel corso dell’anno, andiamo a sviluppare la vettura. Dall’altro lato, però, ritengo importante dedicare molto del mio tempo a cercare nuovi percorsi e nuove condizioni di guida, per tenermi allenato ai cambiamenti. Trovo nuovi percorsi girando di persona o affidandomi ai consigli dei miei segnalatori. Consigli che vanno adeguatamente valutati. La tecnologia, in questo caso, ci aiuta. Grazie a Google, sono nella condizione di verificare dal satellite la tipologia di percorso, le curve, i rettilinei e, talvolta, anche lo stato e la qualità dell’asfalto. E’ una prima scrematura, quella che si fa in remoto, ma che consente un grande risparmio. Il contatto diretto, invece, andando lungo il potenziale percorso, permette di capirne il potenziale, percorrendolo lentamente in auto e addirittura a piedi.
I rally si fanno sulle strade di tutti i giorni così come le sessioni di test. E qui nasce un altro aspetto importante da tenere presente. Quando finalmente sei arrivato a battezzare un dato percorso perché ha caratteristiche simili a quello di gara, inizia la fase delle richieste dei permessi. Fare i test sulle strade di tutti i giorni provoca inevitabili disagi a chi abita vicino. E’ molto importante minimizzare il disturbo che si arreca alla popolazione locale, facendo magari affidamento su una amministrazione locale che ci dia supporto nel minimizzare questo impatto. Capita spesso, quindi che, quello che pensavi essere il percorso ideale per replicare la gara non sia percorribile per questi motivi. Si ricomincia quindi tutto da capo. Permessi in mano, si mette in moto tutta la macchina operativa, prima fra tutti la ricerca dei commissari di percorso che chiudano provvisoriamente la strada quando transita l’auto da gara, che riaprano la strada a traffico alternato quando ci fermiamo per le regolazioni, che si posizionino lungo i bivi e controllino le immissioni. Elementi fondamentali per la sicurezza di tutti. Come anche la scelta del personale di emergenza che deve essere presente sul posto.

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Può capitare anche che, una volta in gara, ci si renda conto di aver sbagliato completamente i test, perché fatti su un percorso troppo diverso da quello di gara. Ed allora si cerca di correre ai ripari, sfruttando il momento del parco assistenza per cambiare le regolazioni e recuperare il terreno perso.. Si può passare dai pochi minuti per indurire gli ammortizzatori ad attese più lunghe se si testano differenziali differenti che richiedono un lavoro più complicato. E’ molto variabile. La pazienza è, quindi, una delle variabili più importanti. E pazienza vuol dire anche farsi da parte mentre i meccanici ed i tecnici stanno lavorando. Spesso è la strada più breve per rimettersi al volante.
Come prima cosa, una volta salito a bordo, verifico le regolazioni del sedile e delle cinture, qualcosa può essere stato modificato. Prima di mettere in moto, mi confronto col capo macchina per riepilogare gli interventi svolti sull’auto. Dopo i primi metri passati a verificare che tutto sia a aposto, giù tutto!
Nei rally di solito si individua un tratto che si va a percorrere in entrambi i sensi e, una volta fermatisi, è fondamentale dare al proprio navigatore le impressioni a caldo. Il suo compito è di fondamentale importanza. Prende i riscontri chilometrici e prende nota delle regolazioni effettuate prima di partire e scrive meticolosamente tutto quello che le restituisco come feedback.
E’ fondamentale appuntarsi ogni impressione, percezione perché nell’arco di un’intera giornata i pezzi e le regolazioni che si provano possono essere moltissimi. Il debriefing di fine test è poi di particolare importanza perché si deve cercare di rendere tutto il più oggettivo possibile perché il rischio di prendere una direzione sbagliata nello sviluppo di un’auto può essere davvero dietro l’angolo..”

 

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