Almeria, Spagna, sede del centro prove Michelin e palcoscenico privilegiato per il lancio mondiale del nuovo pneumatico sportivo Sport Pilot 3. Il nome è conosciuto e il suo predecessore vanta risultati di vendita notevoli, come l’omologazione ottenuta su oltre duecento vetture, ma quello proposto da Michelin non è un “restiling” quanto un vero e proprio concentrato di tecnologia, un pneumatico destinato a diventare punto di riferimento per la categoria. Gli obiettivi che la casa francese si è prefissata riguardano: maggiore sicurezza, maggior divertimento, minori consumi e relativa attenzione all’ambiente. Così siamo stati invitati a toccare con mano i risultati della ricerca Michelin e, piuttosto che cercare di spiegare problemi di polimeri, silice e via discorrendo vi raccontiamo cosa abbiamo riscontrato nei test.

Partiamo dal versante sicurezza: Michelin dichiara tre metri in meno di spazio di arresto sul bagnato rispetto alla media dei concorrenti. Il test misura lo spazio di arresto necessario per passare da 80 a 10 km/h su asfalto bagnato: la prima vettura monta pneumatici di un’altra marca, spazio di arresto registrato dal computer installato sull’auto: 30,1 metri. Stesso test con vettura identica ma gommata Michelin, spazio di arresto: 26 metri. Il secondo, piacevole test, consiste nel condurre auto diverse ma dall’anima decisamente sportiva sulle splendide statali che costeggiano il mare. Qui più che le prestazioni dello Sport Pilot abbiamo potuto verificare la silenziosità e il confort di marcia, mentre per spremere a fondo le doti di tenuta del nuovo nato abbiamo avuto a disposizione il tratto del circuito che riproduce una strada di montagna. Due giri con i Michelin, due giri con una gomma analoga di un concorrente, altri due giri con le Michelin.

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