Suzuki B-King – Long Test Ride
TEST RIDE - Suzuki
183 cavalli per una naked senza compromessi, dall'estetica alle prestazioni. Astenersi principianti!
Suzuki B-King – Long Test Ride. Terminali tanto grandi da nascondere il codino, fianchi così sproporzionati da inglobare il faro anteriore, un finto serbatoio che – se visto da sopra – scoraggia chiunque pensi di cavalcarla. Ma dove è davvero esagerata è nel motore, il 4 cilindri da 1340cc dell'Hayabusa 2008, ovviamente addolcito visto che non stiamo parlando di una supersportiva ma i numeri sono comunque impressionanti: 191 cavalli all'albero e 175 alla ruota ma ciò che sorprende davvero è la coppia da quasi 15 kgm, 11 dei quali disponibili praticamente al minimo. Abituati a certi 4 cilindri giapponesi che certi valori te li fanno sospirare e solo oltre i 10mila giri si comincia a sentire la spinta, ai primi metri non ci si aspettano certe reazioni che, invece, questa B-King offre con la massima naturalezza. La posizione in sella è abbastanza comoda, un po' meno per il passeggero che non ha nemmeno un appiglio. Certo, stringere fra le cosce quei fianchi enormi cercando di dominare l'esuberanza della B-King può essere difficile ma la ciclistica davvero ben riuscita permette di gestire le curve anche solo agendo sulle pedane. Peraltro, il telaio è stato creato appositamente e non deriva da altre moto della gamma Suzuki, altra testimonianza dell'impegno che la Casa ha profuso in questa muscle bike. Funzionale la strumentazione anche se il trip computer viene gestito in parte dai pulsanti sopra il serbatoio e in parte da quelli posti proprio sul quadro strumenti.
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