Suzuki Sixteen 125/150 - Test Ride
TEST RIDE - Suzuki
La casa di Hamamatsu chiude il cerchio con il suo primo scooter “ruota alta”
Suzuki Sixteen rappresenta un passo fondamentale per la casa giapponese. Fortemente voluto dalla filiale italiana, stanca di assistere impotente al profilerare dei concorrenti di uguale segmento (Honda SH in primis), Sixteen arriva ora nelle due cilindrate “canoniche”, ovvero 125 e 150 cc. L'abbiamo messo sul banco degli imputati in quel di Barcellona, città che in quanto a traffico non ha nulla da invidiare alle metropoli italiche. Il terreno giusto per saggiarne le doti!
Sfrutta la scia Arrivare per ultimi non è sempre così spiacevole. Suzuki Sixteen, ad esempio, può contare su riferimenti ben precisi, dai quali ha attinto a piene mani (giustamente) aggiungendo qualche chicca interessante. La struttura di base è nota: linea snella, grandi ruote da 16 pollici, motori a quattro tempi con raffreddamento a liquido e trasmissione automatica CVT integrata nel forcellone posteriore. Le novità rispetto alla concorrenza sono soprattutto i due freni a disco, uno anteriore ed uno posteriore, che si azionano in simultanea premendo sulla leva di sinistra, ed un vano portacasco degno di questo nome.
Il progetto è totalmente nuovo, concepito da cima a fondo in vista dell'impiego. I due monocilindrici, ad esempio, presentano un comportamento particolarmente vivace ai regimi medio-bassi, e la trasmissione automatica asseconda tale indole con una taratura improntata allo scatto. L'iniezione elettronica, il catalizzatore e la sonda lambda, infine, stampano un bel “Euro 3” sul libretto.
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