Anno 15 - 9 Febbraio 2012
La Ferrari ha già intrapreso una strada che secondo i piani dovrebbe ampliare (raddoppiare?) la produzione e i volumi di vendita attuali. Porsche dopotutto fa già cifre ben più alte.<br />Personalmente temo le conseguenze di questa scelta, principalmente in fatto di immagine: Enzo Ferrari faceva di proposito poche macchine proprio per renderle più desiderabili e questa è la ragione della popolarità che il marchio riscuote oggi. La ricerca di sinergie di gruppo (leggi FIAT) e riduzione costi finalizzata a supportare l'esplosione della capacità produttiva finirà per abbassare il livello generale del prodotto e complice la maggiore diffusione sul mercato, la casa rischia seriamente di perdere quelle caratteristiche che oggi la rendono unica nel mondo.<br />Poco male: abbiamo un abile prestigiatore (Montezemolo) capace di vendere qualsiasi cosa ed una popolazione (gli italiani) che pur di apparire sono disposti a fare follie, compreso accendere un mutuo per comprarsi il più inutile degli oggetti firmati.<br />Se il gioco funziona per Fiat però, non altrettanto potrà dirsi per Ferrari, che vende principalmente all'estero ...e gli stranieri, per fortuna, un po'più di sale in zucca rispetto a Noi, poveri stupidi, lo conservano!
..."fibra di titanio"? Mi sa che oggigiorno agli automobilisti si possa dare a bere qualunque cosa. E Fiat come sempre è maestra in quest'arte!