Audi TT 3.2 Quattro DSG: Test Drive

Il buon vino migliora invecchiando!

Audi TT 3.2 Quattro DSG: Test Drive. A quasi sei anni dal debutto, non si può certo dire che la TT non stia invecchiando magnificamente: è evidente che la linea ancora originale ed affascinante e le prestazioni dei suoi propulsori fanno ancora gola e siamo sicuri che la tanto ventilata “erede” – che potrebbe debuttare in un futuro ormai prossimo – non avrà certamente vita facile.
Sì perché le sue forme sono il classico esempio di come “più in là” sia difficile andare. Non tanto perché il panorama automobilistico mondiale sia un po’ carente di idee, ma perché Audi TT rappresenta un esercizio di stile più che una interpretazione del classico concetto di coupè, ed in quanto tale è difficile da ridisegnare senza che non si vada inevitabilmente a finire in un confronto diretto con una vettura che, il mercato, l’ha conquistato prima di tutto per l’originalità.
Ma TT non è solo design: nella sua massima evoluzione – la 3.2 Quattro con cambio DSG – la coupè tedesca è poi un piccolo concentrato di tecnologia: per scoprirne pregi e difetti, Infomotori.com l’ha sottoposta a un intenso test drive nel quale accanto a molte conferme non è mancata qualche sorpresa…
Un motore nobile
Diciamo la verità, se la carrozzeria seduce, i quattro cilindri 1.8 turbo di casa Audi spingono forte e consumano in modo ragionevole, ma possono lasciare interdetti gli amanti della meccanica più raffinata. L’introduzione del V6 da 3.2 litri quindi ha portato la coupè tedesca su un livello più elevato, per prezzo e prestazioni naturalmente, ma anche nell’immagine.
Visti e considerati i 250 CV ed i 320 Nm di coppia massima, il “plurifrazionato” tedesco è un propulsore moderno, caratterizzato dallo stretto angolo tra le bancate (solo 15°) e dotato, tra le altre, di un controllo della fasatura della valvole, in grado di garantire ottimi risultati per quanto riguarda la distribuzione della coppia su tutto l’arco di utilizzo.
E tutto questo senza arricchire in modo irragionevole il benzinaio sotto casa: Audi dichiara una percorrenza di 9,8 litri per 100km, che per una sportiva non è poi così male, anche se come sempre molto dipende dallo stile di guida e dal percorso…
DSG: innestare due marce simultaneamente non è peccato
Se la potenza, come da tradizione della Casa nei modelli più sportivi, viene trasferita alle quattro ruote, l’elemento più innovativo della vettura protagonista della nostra prova è sicuramente il cambio DSG (Direct Shift Gearbox), che ha debuttato proprio sulla TT per poi diventare gradualmente disponibile anche su altri modelli del Gruppo VW.
Ma come funziona esattamente una delle trasmissioni più rivoluzionarie degli ultimi anni? La base del cambio è un manuale classico a 6 marce, in grado di garantire un’alta variabilità nella selezione del rapporto di trasmissione.
Grazie all’uso di una frizione multidisco gemellare, integrata ad un sistema di controllo elettronico, due marce possono essere innestate simultaneamente. Durante il movimento dell’automobile, solo un ingranaggio è agganciato.
Quanto ci si avvicina al momento di cambiata, l’ingranaggio successivo, già preselezionato, è pronto ad intervenire, ma la frizione che lo controlla viene mantenuta disinnestata. Nell’istante in cui la cambiata viene “approvata”, il processore del cambio stacca la frizione dell’ingranaggio attivo e attacca l’altra frizione contemporaneamente. Il cambio di rapporto avviene sotto carico, quasi senza accorgersene, con il vantaggio che l’alimentazione del motore non viene mai interrotta…
La logica di controllo integrata effettua le cambiate in maniera molto veloce, ma tuttavia priva di strappi. Esistono due diverse logiche di funzionamento completamente automatiche D e S (Sport) in cui il momento della cambiata viene ritardato e la velocità di cambiata accelerata.
Al pilota è comunque garantita la possibilità di intervenire manualmente nella scelta del rapporto per mezzo della leva del cambio.
Tempi da sportiva vera
Questo pacchetto tecnico, a confronto con il cronometro, si traduce in uno scatto da 0 a 100 kmh in 6,4 secondi, mentre la velocità massima è autolimitata a 250 km/h, ma adesso è il momento di mettere da parte i dati e concentrarsi sulle impressioni di guida.
Maledettamente piccola
Per chi è abituato a cambiare volante con lo stesso ritmo con il quale si manda in tintoria una camicia, è difficile che un’auto rimanga impressa nella memoria. Eppure, la TT colpisce sin dal primo istante, e non tanto per le sue qualità tecniche, comunque eccezionali, ma per via di forme talmente personali da risultare tanto inimitabili quanto decisamente restrittive per quanto concerne i valori di abitabilità interna.
Chi ha progettato questa vettura, infatti, ha completamente “scordato” che qualcuno potrebbe anche sedersi dietro, così come non ha goduto di particolari attenzioni colui che siede al volante…ed ha la “sfortuna” di superare il metro ed ottantacinque: la generosità del montante posto proprio ad “Ore 10”…nel bel mezzo di una curva, la ridotta superficie dei finestrini e lo striminzito lunotto fanno proprio di tutto per oscurare la visuale. Fortuna vuole che sia molto corta e le manovre non siano poi così impossibili…una volta presa la mano.
Scarsa visibilità in ogni direzione, dunque, ma come si fa a non perdonarla subito dopo aver regolato il sedile? Multiregolazione, “super-adattabilità” ad ogni pilota, per una posizione di guida che diventa tutt’uno con la vettura, quasi si fosse alla guida di un go-kart. Tutto questo grazie anche al volante, regolabile anche in profondità, che permette ai gomiti di essere posizionati a 90° ed alle gambe di restare piuttosto distese…
Posizione da rally, pronta ad assicurare la massima reattività nel caso in cui si decida di varcare la “pit-lane” di un autodromo oppure affrontare qualche tornante con decisione…

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