Citroen C3 Pluriel: Test Drive

Vita da Pluriel Ad una vita da Pluriel bisogna abituarsi, magari gradualmente. Lì dentro, non siete un automobilista qualunque: siete un coraggioso, uno snob, un esibizionista che apre e chiude il tettuccio anche in inverno perché tanto è elettrico, modulabile e silenzioso e lo puoi fare anche se non sei fermo. Lì dentro siete l’abitante […]

Citroen C3 Pluriel: Test Drive. A certe cose bisogna essere preparati. Magari con qualcuno vicino, che ti spieghi che nelle vita può anche succedere che...
Il tetto come un involtino ... Che lasci una berlina in garage e che, il giorno dopo, ritrovi una cabrio. Solo perchè tuo figlio più piccolo si è messo a girare quel pulsantone più invitante di un barattolo di nutella, così che il lungo tettuccio nero si è arrotolato come un involtino sopra il lunotto. E che la berlina diventata cabrio si trasformi poi in una barchetta, senza montante superiore e senza copertura in tela, solo perchè tuo figlio più grande è restato affascinato dalle leve e dai pulsanti che fanno saltar via quei due archi neri arrotondati come la O di Giotto. E che poi la berlina, diventata cabrio e poi barchetta, ricompaia nelle forme di un pick-up: questa volta, per non essere da meno degli altri, la marachella l'hai fatta proprio tu, abbassando i sedili posteriori e sedendoti con lo sguardo da cow boy sulla ribaltina posteriore.
Comodissima e stranissima Succede, succede, se in garage hai infilato una C3 Pluriel, gioiellino mutante di casa Citroen, che di stravaganze ne ha firmate tante nella sua storia, dalla "dea" volgarmente detta DS, alla 2 Cavalli, alla Dyane, tanto per non fare nomi. Sembravano, quelle forme inquietanti montate su molle dalle escursioni pazzesche, puri esercizi di stile, e invece strapparono applausi nel mondo e nel mondo divennero l'emblema di un modo tutto francese di intendere l'auto: serve a spostarsi ma, parbleu!, deve essere comodissima e stranissima. Pluriel succede a quelle ave con la stessa dirompente sfacciataggine delle belle che "non hanno bisogno di chiedere mai": sono fatta così, ti sembro strana? Tanto so già che farò girare la testa a tutti.
Quattro in una Verissimo. Infatti, dopo aver digerito il concetto - ho quattro auto in una - bisogna essere preparati anche agli sguardi altrui. Senza montarsi la testa: stanno guardando la Pluriel, non te, che in fondo sei solo un essere umano e non una forma architettonica dotata di ruote e motore. Sì, perchè è scientifico che Pluriel verrà squadrata, giudicata, toccata, spiata, commentata. Soprattutto dalle donne, a loro piace davvero tanto, anche nella versione arancione-nera, che fa tanto estate modaiola e che in inverno risalterà come un cartello dell'Anas su una strada innevata. Piacerà anche nell'altra versione un tantino più borghese, certo più elegante, grigio metallizzato-nera. E in questa veste stupirà anche di più, come un artista pazzo che, gettato il camicione a fiori, si sia messo in giacca e cravatta.
Un test drive sulla Pluriel è un tantino diverso dagli altri. Certo, poi parliamo di motore, prestazioni e consumi. Ma qui è come girare per strada seduti dentro ad un quadro lungo tre metri e 93 e largo uno e settanta: fai dieci metri e al semaforo ti si affiancano i pedoni, si abbassano i finestrini delle altre auto, ed è tutto un comparire di sguardi straniti, un ripetersi di domande, un succedersi di esclamazioni: "Cos’è, una Citroen? Forte però!”, “In foto la facevo più piccola, si sta comodi?”, “Guarda lì che roba, è quella della pubblicità, quella che si trasforma”.

Vita da Pluriel Ad una vita da Pluriel bisogna abituarsi, magari gradualmente. Lì dentro, non siete un automobilista qualunque: siete un coraggioso, uno snob, un esibizionista che apre e chiude il tettuccio anche in inverno perché tanto è elettrico, modulabile e silenzioso e lo puoi fare anche se non sei fermo. Lì dentro siete l’abitante di un monolocale ultrapanoramico, con (sorpresa!) due soli portaoggetti, sulla fiancata delle portiere, ma grandissimi, come le borse delle donne in cui ci metti di tutto e poi, con un po’ di buona volontà, tutto ritrovi.
Scoprirete che un semplice gesto viene amplificato dalla stessa essenza dell’auto. Aprite il bagagliaio per metterci dentro la spesa? Sì, ma lo fate premendo un invisibile pulsante appena sotto il lunotto, che si solleverà come i flap di un aereo, quindi sfiorerete al suo interno la ribaltina, che si abbasserà lentamente come un ponte levatoio. Ve la siete cercata, e adesso non lamentatevi se tutto il supermercato vi sta guardando.
Open air Meglio girare in una stradina secondaria per aprire tutta la Pluriel. Giù la copertura in tela, ma proprio giù, fino a coprire il lunotto: ora il cielo è il vostro tettuccio. E giù anche i vetri. Quelli anteriori, ma soprattutto quelli posteriori, che scendono con un movimento semi circolare e scompaiono nella lamiera. La Pluriel in questo momento offre una visione spettacolare: da sopra le portiere ai montanti del tetto è completamente aperta, da dentro potrete guardare in alto, a destra, a sinistra e non vedrete altro che paesaggio circostante. Prima di lasciare la stradina, correte a rassicurare quel vecchio contadino che vi guarda a bocca aperta: glielo giuro, quella non è un’astronave, e io non sono un extraterrestre.
Sterzo americano Lì dentro scoprirete che lo strano oggetto si muove pure con disinvoltura, poggiato su ruotoni da 185 che avvolgono cerchi rigorosamente in lega: veloce quanto basta in autostrada (160 orari la Pluriel del test, che ha 75 cavalli sul propulsore millequattro, ma si fila a 170 con la sorellona da 110 cavalli e motore millecinque). Lasciate perdere gli sguardi altrui e concentratevi sui freni: sembrano surdimensionati tanto sono potenti, con le assistenze elettroniche di rito che anche qui non potevano mancare. Marce (5) morbide e sterzo davvero americano (si gira con un dito) completano l’opera. Con la soddisfazione di consumi compresi tra i 14,7 e i 15,2 con un litro a seconda delle versioni, in attesa (primavera prossima) del motore turbodiesel.
Prezzi e spifferi Stiamo diventando troppo seri? Un momento, parliamo almeno dei prezzi: 14.500 euro la base, 15.500 la “Pack Techno”, 17.500 la 1.6 16 valvole con cambio Sensodrive. Può sembrare eccessivo proporre di dividere il prezzo per quattro e scoprire che ogni “singola” Pluriel (berlina, cabrio, barchetta e pick-up) costa mediamente 4.000 euro? Secondo noi qualcuno questo calcolo lo farà prima di decidere di portarsi a casa la trasformista francese. Preparato a tutto: sguardi, giudizi, commenti. E qualche spiffero: smontare e rimontare i due archi neri per trasformare la Pluriel in barchetta è relativamente facile. Ma poi è meglio fare un salto alla Citroen per far controllare l’assemblaggio. In caso contrario potreste fare i conti con l’aria, che oltre i 130 non perdona e si farà sentire. Ma non dite che siete spaventati da questo.

5 Foto

- Autore Article URL: https://www.infomotori.com/auto/citroen-c3-pluriel-test-drive_3556/

Vuoi tenerti aggiornato su Citroen C3?


Ti stai iscrivendo alla Newsletter di:

OK Ho letto ed accetto l'informativa sulla Privacy ai sensi del D.Lgs. 196/2003


Continua
Annunci Privati
Vuoi vendere la tua Auto?

Inserisci il tuo annuncio

Gratis