Fiat Panda Panda

Doppia alimentazione, doppio risparmio!

Fiat Panda Panda – Test Drive. Balocco – Tutto si può dire della nuova Panda, tranne definirla poco flessibile o funzionale. Declinata in mille alternative, come la sua celebre antenata, l’utilitaria torinese ha meritatamente conquistato un “posto al sole” nel segmento delle citycar. L’ennesima versione, di cui siamo tra l’altro accaniti sostenitori, è la Fiat Panda Panda Natural Power con doppia alimentazione benzina-metano, un vero portento sul fronte dei consumi e delle emissioni.
Intelligente La base di partenza è il collaudato ed affidabile quattro cilindri Fiat di 1,2 litri, con testata ad 8 valvole. La potenza massima non è esagerata, 60 cavalli, ma sufficiente a garantire andature apprezzabili. Il primo problma da risolvere per una conversione in ottica bifuel è lo spazio per serbatoi del gas adeguatamente capienti, ed anche in questo caso Panda si è dimostrata estremamente modulare: utilizzando la scocca della versione 4×4, è bastato sfruttare gli spazi solitamente dedicati alla trazione integrale per inserire due serbatoi con capacità totale di 72 litri. Il tutto senza inficiare minimamente l’abitabilità di Panda Natural Power.
L’autonomia con funzionamento a metano è quindi di circa 300 chilometri, cui vanno sommati quelli percorribili con i 32 litri del serbatoio benzina. Una percorrenza davvero interessante, che rende possibili anche spostamenti di ampio raggio senza l’oppressione di dover prevedere soste intermedie.
Ecologica Abbiamo apprezzato le soluzioni tecniche di Panda Panda, ma quali sono le differenze sostanziali rispetto ad una alimentazione tradizionale? In primis la riduzione dei costi di gestioni, quantificabile in circa il 50% rispetto al benzina ed il 30% rispetto al diesel. In questo periodo, si tratta di dati che possono spostare l’ago della bilancia a favore di Fiat Panda Panda!

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