Mazda 3 2.0 MZR-CD – Test Drive

Sempre in nome di una miglior guidabilità, è stato aggiornato anche il comparto sospensioni. Rimangono confermati il sistema tipo McPherson all’anteriore e Multilink al posteriore, ma ne vengono modificate le geometrie con un nuovo punto di attacco del braccetto dell’articolazione del fuso a snodo. Traducendo in comportamento pratico, tale “elaborazione” riduce il rischio di sottosterzo […]

Sempre in nome di una miglior guidabilità, è stato aggiornato anche il comparto sospensioni. Rimangono confermati il sistema tipo McPherson all’anteriore e Multilink al posteriore, ma ne vengono modificate le geometrie con un nuovo punto di attacco del braccetto dell’articolazione del fuso a snodo. Traducendo in comportamento pratico, tale “elaborazione” riduce il rischio di sottosterzo durante le curve percorse a velocità sostenuta e consente di ridurre la divergenza delle ruote in presenza di terreni sconnessi. Motivo scatenante di tutti questi aggiornamenti, è quindi il nuovo propulsore a gasolio da 2.0 litri. Con una potenza massima di 143 cavalli a 3.500 giri ed una coppia di 360 Nm a 2.000, Mazda 3 2.0 MZD-CD raggiunge la velocità di punta di 203 km/h coprendo il canonico 0-100 in soli 9″9 e con un consumo medio dichiarato di 6 litri per 100 km. Su strada Il primo contatto, con il nuovo propulsore di Mazda3, è quello uditivo. Come un medico osculta il proprio paziente, noi di Infomotori.com tendiamo l’orecchio per sentire se, il lavoro d’insonorizzazione svolto dai tecnici Mazda, ha portato i suoi risultati. Il responso è più che positivo, grazie all’abitacolo molto silenzioso e che lascia penetrare solo un garbato e delicato sound dal cofano motore. La frizione si presenta ad un giusto compresso tra morbidezza e sportività: con la corsa lineare e costante che oppone quel minimo di resistenza che ne consente un preciso controllo e modulazione. Il cambio, dal canto suo, è direttamente ereditato dalla sorella Mazda 3 MPS e quindi presenta un settaggio sportivo fatto di innesti secchi e rapidi. Lo spunto in partenza è molto buono: i 340 Nm di coppia massima si raggiungono a 2.000 giri, ma già a partire dai 1.500, la spinta è molto notevole. Il servosterzo idraulico, garantisce un crescente indurimento del volante, rendendolo sempre più preciso e diretto all’aumentare della velocità. Come nelle manovre da fermo è sufficiente un dito per girarlo, così, una volta aumentate le velocità, oppone la resistenza ottimale per ottenere un corretto feeling con la vettura.

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