Mazda2 diesel – Test Drive

Provato il parsimonioso motore diesel sulla compatta giapponese Mazda2, pronta a sfidare Fiat Grande Punto, Renault Clio e Peugeot 207

Mazda2 diesel – Test Drive Nel segmento delle utilitarie arriva una giapponese “anoressica” capace di far registrare 100 Kg meno della versione precedente, un trionfo di dotazioni di serie e un prezzo interessante. Proponendosi ai giovani in quanto sportiva ed emozionale, Mazda2 diesel offre un propulsore prestante ed ecologico che garantisce 27 km/l in percorso extraurbano. E’ abbastanza piccola ed economica, ma con un buon bagagliaio da 250 litri, offre 6 airbag di serie, climatizzatore, fendinebbia, cinture con pretensionatore, ABS, EBA, un telaio in acciaio ultraresistente (più leggero e più rigido alle forze di torsione) e un peso totale da modella anoressica: 955 Kg (un centinaio meno della precedente versione e in assoluto il più basso del segmento). Sembra avere tutte le caratteristiche concordate, resta l’aspetto sportivo e il carattere in strada, ma mentre il primo è un fatto di gusti che valuterà il virgulto, per la seconda l’abbiamo provata noi per voi. Ne prendiamo una verde acido e la buttiamo nel traffico della capitale e sulle strade a scorrimento veloce. Saliamo su un modello da 1400cc Diesel, 68 cv a 4000 giri, velocità massima dichiarata 172 Km/h. Innanzitutto se il guidatore è più alto di 180 cm starà stretto di ginocchia, ma la posizione è comunque comoda, la macchina accogliente e avete tutto sotto controllo: specchietti e tutti i vetri si azionano dal bracciolo e la radio si comanda dal volante. Giriamo la chiave e via. Il Diesel, c’è poco da fare, si sente subito, così la Mazda2 ha qualche esitazione prima di partire, ma subito si riprende e scatta: prima, seconda, terza e siamo lanciati in autostrada. E’ eccezionale, invece, la silenziosità dell’abitacolo, ben isolato dall’esterno ci fa sentire come in una bolla verde che galleggia. Quando si guida, però bisogna far attenzione a non scendere sotto i 3000 giri, altrimenti il motore si “abbacchia” e ci mette un po’ per riprendersi, in pratica dà il meglio di sé tra i 3000 e i 5000, che segnano il fuori giri.

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