Nuova Mazda6 – Test Drive

Crescono i contenuti per insidiare il trono di Passat, Peugeot 407 e delle altre agguerrite rivali

La nuova Mazda6 ha incrociato il nostro cammino in quel di Rapallo, nel corso della sua presentazione al mercato europeo. Giunta alla seconda generazione, la protagonista giapponese del segmento parte da un trampolino decisamente invitante: la versione uscente ha infatti conquistato (con soddisfazione, statistiche alla mano) oltre un milione di clienti in tutto il mondo. Il che da un lato crea immagine, oltre ad un considerevole bacino di utenti fidelizzati, dall’altro genera anche molte aspettative. Le stesse aspettative che avevamo noi al momento di partire. Dove osano i giapponesi Ci siamo spesso ritrovati a discutere sulla sobrietà fin troppo spinta delle carrozzerie made in Japan, al cospetto delle emozionali linee europee. Mazda ci ha fatto cambiare idea da un bel pezzo: le sue “3”, “6”, MX-5, RX-8 e CX-7 sono vetture la cui personalità è fuori discussione. Muscoli ben tesi, parafanghi bombati e proporzioni solide: queste sono le caratteristiche anche della nuova Mazda6, alle quali si aggiungono particolari dal forte impatto. I gruppi ottici, ad esempio, abbinano una sagoma “a mandorla” con una finitura curata ed elaborata, mentre la calandra anteriore a cinque punte ed i fendinebbia annegati nelle due prese d’aria laterali completano un frontale accattivante. Le scelte stilistiche vanno comunque a braccetto con la funzionalità, ed in particolar modo con l’aerodinamica. L’attenzione dei tecnici nipponici si è infatti concentrata su quest’ultimo elemento, particolarmente significativo per la sua influenza sui consumi. Il fondo della vettura, ad esempio, è quasi completamente piatto, soluzione mutuata dalle corse; gli specchietti retrovisori sono concepiti per evitare turbolenze e fruscii; le prese d’aria dei freni anteriori, con profilo a ferro di cavallo, correggono il flusso dell’aria sotto la scocca e permettono al contempo un corretto raffreddamento.

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