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Renault Modus: Test Drive

Per il resto, tutti promossi, a partire dalla disposizione (centrale e ben visibile anche dal passeggero) degli strumenti, per arrivare al bel volante dal diametro contenuto. Dalla Twingo viene ereditato il divano posteriore scorrevole in avanti, ma ora si evolve e si fregia del nome un po’ fantascientifico Triptic: la seduta si può letteralmente dilatare […]

Per il resto, tutti promossi, a partire dalla disposizione (centrale e ben visibile anche dal passeggero) degli strumenti, per arrivare al bel volante dal diametro contenuto.
Dalla Twingo viene ereditato il divano posteriore scorrevole in avanti, ma ora si evolve e si fregia del nome un po’ fantascientifico Triptic: la seduta si può letteralmente dilatare di lato, così che, facendola scorrere in avanti e poi tirando lateralmente una maniglia, i posti passano da 4 a 5. (Ricordando sempre di controllare se queste magiche sorprese fanno parte oppure no delle dotazioni del modello che avete scelto…).
1.5 dCi 82 CV: city car o stradista Su strada, anche Modus conferma quello che ormai sembra essere un leit motiv dell’intera produzione monovolume Renault, ovvero che nonostante l’altezza la sensazione è quella di essere al volante di una comune berlina di pari segmento. Nel caso specifico, sotto il profilo dinamico, sembra di essere al volante di Clio, mentre per quanto concerne l’abitabilità ed il comfort di bordo Modus gioca a fare la grande arrivando a sfidare Megane Scenic.
Ovviamente, lo spazio a bordo non è infinito, ma ognuno dei suoi 3789 mm è ben giocato e grazie a soluzioni particolarmente efficaci in tema di versatilità è possibile ospitare portare a spasso voi e cinque giocatori di basket o…quattro fantini e tantissimi bagagli. Il segreto è nel sedile posteriore che scorre avanti ed indietro in base alle necessità, sino allo sconfinamento del segmento ammiraglie…
Come avrete capito, insomma, Modus colpisce sin dai primi istanti per lo sfruttamento dello spazio, che è davvero totale. Cassetti e cassettini sono ovunque, anche sotto al pavimento…quindi se siete smemorati è meglio realizzare una mappa dell’abitacolo da usare…all’occorrenza.
Tralasciando il giudizio estetico sulle forme della plancia – decisamente piacevoli a nostro giudizio – che riprende lo stile del faro posteriore, siamo rimasti davvero impressionati dalla qualità del materiale plastico utilizzato per la sua realizzazione, morbido e dall’aspetto molto solido. Decisamente buoni anche gli assemblaggi e le rifiniture, come nel caso del pomello del cambio rivestito in pelle.
Il propulsore 1.5 dCi è estremamente silenzioso (sino ai 3.500 giri) e dimostra di avere un grande carattere, in particolar modo ai regimi medio-bassi, mentre agli alti regimi sembra avere un po’ meno slancio rispetto alle “sorella” Clio ed alla “cugina” Nissan Micra, dotate dello stesso propulsore. Situazione normale, visto che alla bilancia Modus denuncia la bellezza di 2 quintali in più…senza dimenticare che la sezione frontale di una monovolume è per forza di cose penalizzante in termini aerodinamici e quindi prestazionali.
In ogni caso, la “piccola” MPV Renault sfreccia sul filo dei 170 orari in quinta marcia e consuma appena sei litri di gasolio a 130 km/h. In statale, addirittura, i consumi sono ancor più ridotti dato che solamente in fase di sorpasso o di accelerazione il computer di bordo digitale (ben leggibile) indica valori superiori ai 5 litri/100 km.
In città la coppia ai bassi regimi unita allo scarso ritardo del turbo rendono Modus piuttosto scattante e, grazie alle dimensioni compatte, in grado di essere parcheggiata con discreta facilità.
Il cambio e preciso e secco negli innesti, mentre la corsa della leva è piuttosto lunga ma adeguata alla tipologia di vettura. Voto estremamente positivo per la frizione, che oseremmo definire a misura di pubblico femminile…grazie ad uno stacco “preciso” ed una richiesta di sforzo sulla leva davvero contenuto.
Sotto il profilo dinamico, dicevamo che sembra di essere al volante di Clio…anche se con le dovute proporzioni: i cambi di direzione sono leggermente più lenti, ma per quanto concerne stabilità e tenuta di strada le differenze sono davvero minime. Modus è estremamente sicura, anche su fondi bagnati, pur senza annoverare tra la dotazione di serie il sistema ESP. Un progetto “sano”, insomma, ma a chi si vuole proprio sentire in una botte di ferro, segnaliamo che Renault propone il sistema antisbandamento con un sovrapprezzo di 600 euro.
Così come le doti dinamiche, anche la frenata è di elevatissimo livello: l’impianto è potente, ben modulabile oltre che resistente alla fatica ed assistito in modo egregio dall’ABS che interviene al momento giusto e senza esagerare.
Sotto il profilo comfort, segnaliamo che i sedili sono molto comodi…anche se un maggiore capacità di contenimento laterale, in particolar modo da parte dello schienale, sarebbe stata auspicabile.
Sicurezza da 5 stelle I segmenti A e B rappresentano in Italia più del 55% del mercato, in parole povere 1.200.000 auto vendute ogni anno. Renault crede fermamente nella sua Modus, che deve inserirsi tra queste due fatidiche lettere. E a chi chiede, oltre che originalità e praticità, anche sicurezza, la casa francese risponde con un dato notevole: Modus è l’unica tra le piccole ad aver conquistato le 5 stelle (il massimo) nei temibili crash-test dell’Euro NCAP. La piccoletta è pure tosta.

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