Renault Vel Satis 3.0 dCi: Test Drive

Grande ammiraglia, ma che linea…!!!

Renault Vel Satis 3.0 dCi: Test Drive. La fantasia e l’innovazione, sono ingredienti fondamentali per il successo di una vettura, ed in Renault, dopo anni di giudizi non del tutto positivi riguardo le forme delle ammiraglie 25 e Safrane, sembrano aver deciso di dar sfogo alle…riserve, optando per la “grande svolta”.
La futuristica Vel Satis, però, prima di essere deliberata e diventare così l’ammiraglia della Casa francese, ha solcato per sette lunghi anni, in veste di Concept, le passerelle dei Saloni Mondiali dell’automobile: le titubanze dei vertici Renault su questa vettura erano numerose, non tanto per la qualità del prodotto, assolutamente ineccepibili, quanto per le forme che, come previsto, non hanno incontrato il favore di alcuni mercati – quello italiano in primis – più tradizionalisti.
Design…”Avantime” Esattamente come la Avantime, quella “stravagante” Concept, non dava la sensazione di essere disegnata male, anzi: le sue forme hanno un senso “compiuto”, ma sono state lanciate, probabilmente, senza considerare il “troppo in anticipo” della proposta rispetto ai gusti, piuttosto tradizionalisti, della maggioranza dei mercati europei.
In Francia, ad esempio, la situazione è ben diversa. Passeggiando per le strade di Parigi, infatti, è tanto facile “imbattersi” nei due volumi e mezzo della Vel Satis quanto incrociare una BMW Serie 5 o Mercedes Classe E per le vie di Roma. Una così differente risposta da parte dei mercati non è da ricercare solamente nello spirito nazionalistico che domina i pensieri dei nostri “cugini” d’oltralpe, ma anche nello spirito, tutto francese, di innovare ed accettare nuove ed innovative proposte – chi è stato a Parigi lo sa bene… – in tema di arte, moda e, perché no, design automobilistico.
Parola d’ordine: ergonomia Che sia una ammiraglia non lo si capisce solamente dalle forme, dalle motorizzazioni o dal listino prezzi, ma anche dalla cura e dalla qualità messe in campo per la realizzazione degli interni.
L’altezza da terra piuttosto elevata per una vettura della sua categoria, aiuta a salire a bordo senza sforzi o piegamenti particolari. I sedili, piuttosto confortevoli e spaziosi, offrono le cinture di sicurezza integrate, aiutando così guidatore e passeggero anteriore nella ricerca e nella “attivazione” di questo importantissimo accessorio per la sicurezza. Non solo comodi, ma anche ben conformati. Certo, non offrono il contenimento laterale di un sedile montato sulla Clio V6, ma quanto a confort, la doppia articolazione dello schienale assicura un eccellente mantenimento della schiena e delle spalle.
Per mettere in moto la Vel Satis non c’è bisogno della chiave. Basta infilare nell’apposita fessura la Electronic Key Card, con la quale si aprono e si chiudono le porte, e ciccare sul pulsante start.
L’abitacolo, molto luminoso, mette a disposizione dei passeggeri spazio in abbondanza: chi siede dietro sicuramente avrà l’impressione di trovarsi a bordo di una monovolume, tanto è lo spazio per le gambe. Leve, pulsanti, rivestimenti e quant’altro sono rifiniti con grande cura e l’attenzione gli elementi che “definiscono” il confort di bordo è molto elevata. Tra gli accessori più evidenti troviamo il climatizzatore quadrizona, il freno di stazionamento automatico, il rilevatore di pioggia e di luminosità, i retrovisori fotocromatici, il sistema di navigazione Carminat, il regolatore di velocità o la possibilità di mantenere i fari accesi fino a 2 minuti dopo la chiusura delle porte.
Il sistema audio prevede una potenza complessiva di 160 watt, un caricatore CD a sei dischi ed altoparlanti Cabasse, che offre un’ottima qualità audio oltre alla possibilità – è un accessorio a pagamento – di guardare un DVD.
Sotto al cofano Sotto il cofano, c’è la possibilità di scegliere tra quattro propulsori, tra cui due eccezionali sei cilindri a V: un benzina 3500 da 241 CV ed un turbodiesel 3000 da 177 CV che devono vedersela coi i poderosi sei ed otto cilindri “Made in Germany”.
A fianco delle due motorizzazioni top di gamma, trovano posto i più “piccoli” ma comunque prestazionali 2.2 turbodiesel dCi da 150 CV ed il 2.0 benzina turbocompresso da 163 puledri.
Per quanto concerne le trasmissioni, segnaliamo che il due litri turbo ed il 2.2 dCi sono abbinati ad un cambio manuale a 6 marce.
I due V6, invece, godono della tecnologia dell’automatico sequenziale a 5 rapporti Proactive, che sfrutta le informazioni di tutti i calcolatori di bordo per adattarsi al meglio allo stile di ogni guidatore. Questo particolare cambio, può essere abbinato, con un sovrapprezzo di 1.850 euro, anche ai 165 puledri del “piccolo” 2.0 turbo.

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