Renault Vel Satis 3.0 dCi: Test Drive

Grande ammiraglia, ma che linea…!!!

Elevata sicurezza attiva e crash test a cinque stelle Come sempre, Renault è molto vicina agli aspetti legati alla sicurezza. Non mancano, quindi, i migliori sistemi elettronici di aiuto alla guida, come ABS, assistenza alla Frenata d'emergenza, controllo dinamico della stabilità ESP o l’efficace antipattinamento ASR.
Da un pounto di vista di sicurezza passiva, la Vel Satis non ha nulla da imparare dalla concorrenza. L’ente autonomo Euro NCAP le ha attribuito la bellezza di cinque stelle in tema di protezione degli occupanti: grazie alla sua struttura in acciaio ad alto limite di elasticità, infatti, l’ammiraglia francese garantisce una grande protezione in caso d'urto, preservando quindi l’abitacolo.
Vel Satis può essere dotata di 8 airbags: 2 frontali autoadattativi, 2 a tendina e 4 laterali torace (di cui due di serie). L'airbag passeggero può essere disattivato facilmente.
I dispositivi di sicurezza sono completati da cinture di sicurezza a tre punti ai posti posteriori, pretensionatori e limitatori di sforzo ai posti laterali, e poggiatesta regolabili in altezza. I posti laterali posteriori integrano il sistema Isofix per fissare il seggiolino per bambini.
Su strada con la 3.0 V6 dCi Quando è stato il momento di salire a bordo della Vel Satis messaci a disposizione da Renault Italia, abbiamo avuto un momento di titubanza: questa è una ammiraglia o una monovolume?
L’elevata altezza da terra, infatti, è difficile da cogliere se il riferimento è di tipo fotografico, ma è decisamente più facile quando viene il momento di salire a bordo, visto e considerato che è estremamente facile e non richiede alcun tipo di fastidioso piegamento o contorsionismo.
In ogni caso, da un punto di vista dimensionale, anche dal vivo come in foto la vettura appare più bassa dei suoi 158 cm di statura: il merito è sicuramente da ricercare nell’originalità stilistica dei due volumi e mezzo e nella generosa lunghezza complessiva, che per soli quattro centimetri non tocca quota 4.90 m…
Una volta a bordo si viene colti positivamente da una sensazione di spazio e luminosità. La consolle non è molto voluminosa ed è costruita con materiali di primissima qualità e rifinita proprio come ci si dovrebbe attendere da una ammiraglia del suo rango. Tutto è al proprio posto e lo studio sull’ergonomia, pallino fisso dei progettisti Renault, è estremamente evidente.
Una volta infilata la chiave…pardon l’Electronic Key Card nella fessura, pigiamo per qualche istante sul pulsante start ed il propulsore 3.0 V6 prende improvvisamente vita.
A finestrini chiusi, il propulsore al minimo nemmeno si sente, mentre gli “spettatori” non potranno che notare la sua strana voce, decisamente più baritonale ed allo stesso tempo “irregolare” rispetto a qualsiasi altra unità a sei cilindri diesel presente sul mercato.
Una volta in movimento, l’erogazione del propulsore V6 prende il sopravvento su tutto. Fluidità e silenziosità sono da primato e chi è abituato a guidare un diesel quadricilindrico, per quanto prestazionale, non potrà che rimanerne positivamente colpito.
E se di silenziosità dobbiamo parlare, la Vel Satis è indubbiamente una delle migliori interpreti tanto che, anche a velocità da ritiro patente (le autostrade tedesche aiutano in queste rilevazioni…), si può parlare senza alzare di un dB il tono di voce.
Anche in tema di prestazioni questa unità motrice dice la sua: i 177 CV ed i 350 Nm di coppia, consentono a Vel Satis di toccare i 100 km/h dopo appena 10.5 secondi, mentre la velocità massima fa registrare un valore di 210 km/h. Mica male per una vettura così voluminosa e così pesante: alla bilancia, infatti, la Vel Satis denuncia la bellezza di 1735 Kg!
Eccezionale anche il lavoro del cambio automatico a cinque rapporti che, agli animi più sportivi, offre anche la possibilità di divertirsi con la selezione manuale/sequenziale dei rapporti.
I consumi non sono certamente bassi, ma nemmeno troppo alti: si percorrono mediamente 11 km/litro con un litro di gasolio.
Anche sotto torchio, la Vel Satis si dimostra di avere l’ESP di serie solo per sopperire a situazioni di emergenza o a clamorosi errori di guida da parte del pilota. La vettura, infatti, si dimostra molto stabile e decisamente pacata nelle reazioni. L’impianto frenante, ben vigilato dai sistemi di controllo elettronico, si è dimostrato all’altezza di questo propulsore e della notevole massa della vettura.
Quanto costa Vel Satis? Il listino di Vel Satis oscilla tra i 35.000 euro della versione 2.0 T Privilège con cambio manuale ed i 44.500 della 3.0 dCi V6 Initiale. Numerosissimi gli optional di serie, navigatore satellitare compreso – allestimenti Privilège a parte -.

Renault Vel Satis 3.0 dCi: Test Drive. La fantasia e l’innovazione, sono ingredienti fondamentali per il successo di una vettura, ed in Renault, dopo anni di giudizi non del tutto positivi riguardo le forme delle ammiraglie 25 e Safrane, sembrano aver deciso di dar sfogo alle…riserve, optando per la “grande svolta”.
La futuristica Vel Satis, però, prima di essere deliberata e diventare così l’ammiraglia della Casa francese, ha solcato per sette lunghi anni, in veste di Concept, le passerelle dei Saloni Mondiali dell’automobile: le titubanze dei vertici Renault su questa vettura erano numerose, non tanto per la qualità del prodotto, assolutamente ineccepibili, quanto per le forme che, come previsto, non hanno incontrato il favore di alcuni mercati – quello italiano in primis – più tradizionalisti.
Design…”Avantime” Esattamente come la Avantime, quella “stravagante” Concept, non dava la sensazione di essere disegnata male, anzi: le sue forme hanno un senso “compiuto”, ma sono state lanciate, probabilmente, senza considerare il “troppo in anticipo” della proposta rispetto ai gusti, piuttosto tradizionalisti, della maggioranza dei mercati europei.
In Francia, ad esempio, la situazione è ben diversa. Passeggiando per le strade di Parigi, infatti, è tanto facile “imbattersi” nei due volumi e mezzo della Vel Satis quanto incrociare una BMW Serie 5 o Mercedes Classe E per le vie di Roma. Una così differente risposta da parte dei mercati non è da ricercare solamente nello spirito nazionalistico che domina i pensieri dei nostri “cugini” d’oltralpe, ma anche nello spirito, tutto francese, di innovare ed accettare nuove ed innovative proposte – chi è stato a Parigi lo sa bene… – in tema di arte, moda e, perché no, design automobilistico.
Parola d’ordine: ergonomia Che sia una ammiraglia non lo si capisce solamente dalle forme, dalle motorizzazioni o dal listino prezzi, ma anche dalla cura e dalla qualità messe in campo per la realizzazione degli interni.
L’altezza da terra piuttosto elevata per una vettura della sua categoria, aiuta a salire a bordo senza sforzi o piegamenti particolari. I sedili, piuttosto confortevoli e spaziosi, offrono le cinture di sicurezza integrate, aiutando così guidatore e passeggero anteriore nella ricerca e nella “attivazione” di questo importantissimo accessorio per la sicurezza. Non solo comodi, ma anche ben conformati. Certo, non offrono il contenimento laterale di un sedile montato sulla Clio V6, ma quanto a confort, la doppia articolazione dello schienale assicura un eccellente mantenimento della schiena e delle spalle.
Per mettere in moto la Vel Satis non c’è bisogno della chiave. Basta infilare nell’apposita fessura la Electronic Key Card, con la quale si aprono e si chiudono le porte, e ciccare sul pulsante start.
L’abitacolo, molto luminoso, mette a disposizione dei passeggeri spazio in abbondanza: chi siede dietro sicuramente avrà l’impressione di trovarsi a bordo di una monovolume, tanto è lo spazio per le gambe. Leve, pulsanti, rivestimenti e quant’altro sono rifiniti con grande cura e l’attenzione gli elementi che “definiscono” il confort di bordo è molto elevata. Tra gli accessori più evidenti troviamo il climatizzatore quadrizona, il freno di stazionamento automatico, il rilevatore di pioggia e di luminosità, i retrovisori fotocromatici, il sistema di navigazione Carminat, il regolatore di velocità o la possibilità di mantenere i fari accesi fino a 2 minuti dopo la chiusura delle porte.
Il sistema audio prevede una potenza complessiva di 160 watt, un caricatore CD a sei dischi ed altoparlanti Cabasse, che offre un’ottima qualità audio oltre alla possibilità – è un accessorio a pagamento – di guardare un DVD.
Sotto al cofano Sotto il cofano, c’è la possibilità di scegliere tra quattro propulsori, tra cui due eccezionali sei cilindri a V: un benzina 3500 da 241 CV ed un turbodiesel 3000 da 177 CV che devono vedersela coi i poderosi sei ed otto cilindri “Made in Germany”.
A fianco delle due motorizzazioni top di gamma, trovano posto i più “piccoli” ma comunque prestazionali 2.2 turbodiesel dCi da 150 CV ed il 2.0 benzina turbocompresso da 163 puledri.
Per quanto concerne le trasmissioni, segnaliamo che il due litri turbo ed il 2.2 dCi sono abbinati ad un cambio manuale a 6 marce.
I due V6, invece, godono della tecnologia dell’automatico sequenziale a 5 rapporti Proactive, che sfrutta le informazioni di tutti i calcolatori di bordo per adattarsi al meglio allo stile di ogni guidatore. Questo particolare cambio, può essere abbinato, con un sovrapprezzo di 1.850 euro, anche ai 165 puledri del “piccolo” 2.0 turbo.

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- Autore Article URL: https://www.infomotori.com/auto/renault-vel-satis-30-dci-test-drive_5131/

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